La Fonte Del Nulla²

...odio gli elenchi appesi al muro,
le scadenze così ordinate non mi fanno più pensare ad altro.


martedì, 17 marzo 2009
 
Tutto ciò che non sono (una lettera aperta al mio biografo ufficiale)

Egregio,
so che in questi ultimi mesi non abbiamo avuto modo di sentirci spesso, come eravamo soliti fare in passato. Me ne scuso e voglio, in tutta sincerità, ammettere la mia colpa, la mia scarsa costanza.
Nei fatti concreti, sai meglio di me, sono sempre stato abbastanza "laterale", preferisco sfuggire e rintanarmi nelle mie poche, solide e solite certezze.
Non che non sia avvenuto nulla degno di rilievo, come abitualmente dico per schermarmi dalle curiosità di chi mi sta attorno, tu lo sai meglio di me. Anzi. Sono avvenute sin troppe cose. Troppe.
Sono abituato ai cambiamenti. Un po' meno all'ammettere che gli stessi non mi sono proprio graditi.
E allora, dirai tu, cosa è successo di così penetrante da farti uscire allo scoperto dopo tutti questi mesi?

Ho provato a pensare a una cosa, a uno stato emotivo che, mi dicono, dovrebbe aiutare ad ammettere con sé tutto quanto. Parlandone, sono rimasto un po' sconvolto.
Il discorso ruotava intorno alla medicina cinese, agli stati emotivi e fisici connessi con la semiotica corporea. Roba in cui ho sempre creduto poco, lo sai bene. Però mi ha lasciato di sasso quando il mio interlocutore mi ha rivelato di aver ripensato a una sua vacanza di quando aveva sedici anni.
Il tutto per risalire all'ultima volta in cui si era sentito davvero rilassato.
Rilassato: non gravato da tensione nervosa, tranquillo, disteso.
Quale occasione migliore per sfidarti, mio caro biografo? Quale migliore occasione per andare a cercare una sensazione così remota e così difficilmente riproducibile di questi tempi? Quale occasione più fortuita per scoprire che...non me lo ricordo?

Io non ricordo l'ultima volta in cui sono stato davvero rilassato.
Allora ti prego, amico biografo, aiutami tu a ricordare. Aiutami a tirare fuori quel pensiero, quella sensazione sfuggente che ora sta nascosta sotto strati di insoddisfazione.
Insoddisfazione per il mio ruolo di uomo, per il mio lavoro che odio con tutto me stesso e dal quale non riesco a sfuggire, vittima di un momento infausto e di scelte imposte da idioti che mi parlano con la bocca piena di frasi fatte e di numeri sterili e senza significato.
Insoddisfazione per il tempo che ho volontariamente sprecato sui libri, speranzoso in un futuro degno della fatica fatta e dolorosamente schiantato al suolo da vigliacchi rifiuti, tentativi fallimentari e suicidi, manifeste incapacità.
Insoddisfazione per una situazione stagnante dalla quale non riesco a sfuggire, quasi vittima di me stesso e della mia indolenza.
Insoddisfazione perché per poter parlare chiaramente con me stesso dei disagi che sto provando ora, della mia mancata accettazione del ruolo che ricopro, del fittizio alone di persona che cade sempre in piedi che ho voluto che gli altri mi cucissero addosso, di tutto questo e altro ancora, per poterne parlare io devo ricordare.

Aiutami, amico biografo, perché ho paura. Io che ho sempre vissuto tenendo le braccia ben distese avanti a me, per scongiurare l'impatto che sapevo essere imminente. Io che sono sempre fuggito da situazioni di crisi ancora lontane ma che ero certo non avrei saputo gestire. Io che contavo quanto tempo ci avrei messo prima di dare una delusione alle persone che in me credevano. Io che mi sono sempre trincerato dietro sentimenti asfittici per paura di lasciarmi andare. Io che ho sempre soffocato la rabbia dietro forme di ironia caustica e lacerante.

Io, ora, ho paura di ricordare...

delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 15:23 | commenti (1)


mercoledì, 17 dicembre 2008
 
Trenta? Trenta!

Tanti auguri a meeeeeeeee
Tanti auguri a meeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
Tanti auguuuuriiiii a meeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
Tanti auguri a me!



"La vita è un trip,
un orribile viaggio.
Quello che ho vissuto in questi primi TRENT'ANNI
non è altro che un assaggio."
(cit.)

delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 00:01 | commenti (2)


martedì, 07 ottobre 2008
 
Scusa se non piango

Questa sera, il capo del mio capo è corso in questa landa desolata attraversando tutta la pianura Padana solo per venire a farmi i complimenti per il mio operato. Per come sto meravigliosamente svolgendo un lavoro che "non è mio", che non mi piace e non potrà mai piacermi, che riesce ad alternare momenti di folle furia omicida ad attimi in cui vorrei invitare tutti fuori a cena per ringraziarli di esistere.
In pratica, è corso fin da me per comunicarmi che sono bravo a fare una cosa che non mi va di fare.
E questo non va bene.
A ciò, si aggiunga poi lo straziante sfuggimento di mano di una situazione in cui sono capitato per caso e a figura intera, dopo aver passato mesi a cercare di "far finta di nulla". Situazione aggravata dal fatto che
-a. la persona coinvolta sta lentamente svanendo dalla mia esistenza, un po' per scelta e un po' no;
-b. la situazione non è ben chiara, perché tra il detto e il non detto, il fatto e il non fatto, resta la motivazione che "quando sono ubriaca perdo il controllo";
-c. varie ed eventuali.
E poi ho semplicemente paura di un altro "no", non so se saprei attutire il colpo anche questa volta, con queste premesse, con tutto quello che mi passa tra testa e stomaco, con tutta la fatica che avevo fatto per evitare di.

delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 21:53 | commenti


martedì, 30 settembre 2008
 
Everybody say "Hey!"

"Its too late to change events
Its time to face the consequence
For delivering the proof
In the policy of truth

Never again
Is what you swore
The time before"

delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 22:25 | commenti


sabato, 27 settembre 2008
 
Oh well...

Ho mal di testa, lo stomaco completamente rivoltato, gli occhi segnati dal poco sonno e dal troppo alcool e non riesco bene a capire se ho vinto o se ho perso.
Dopo una manata di anni ho ripassato la nottata ai Murazzi del Po, trascinato da una ragazza dolcissima e dalla pungente frescura della notte torinese. Onestamente non ricordo molto bene le cose che ho detto o che ho fatto, ma temo di non essere il solo.
Ricordo di un gruppo di ragazzini a cui ho dato un filtrino. Ricordo abbracci. Ricordo di aver parlato con una ragazza abbastanza insignificante e di averla poi lasciata dove stava, perché era meglio così. Ricordo di aver ballato pessima musica. Ricordo di essermi divertito. Ricordo di aver riso come uno scemo quasi senza motivo per mezz'ora abbondante, poco prima dell'alba. Ricordo di aver visto il sole sorgere da una piazzola dove mi ero fermato per "riposare gli occhi". Ricordo di essere entrato in casa alle 7e40.
Non ricordo se ho vinto o se ho perso.
Però sono idiotamente sereno, anche se il rischio di fare la fine del protagonista di Weekender non è poi così remoto.

delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 14:22 | commenti (1)


domenica, 21 settembre 2008
 
Augusta and everything after...

Siamo sicuri di dove stiamo andando?
I mesi passano e tutto continua a seguire il suo doveroso corso.
Oggi è il primo giorno di autunno e, come da consolidata tradizione, mi stavo quasi scordando di dedicare qualche minuto all'ossequioso ascolto di Giungla Nord.
Tutto quello che è successo nel mezzo, ormai, è storia passata che non vale la pena stare a rivangare.
Abbracciamoci così, tra il profumo delle caldarroste e l'aroma pungente del vin brulé.
Ah, finalmente sono anche io su YouTube.

delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 19:53 | commenti (1)


martedì, 05 agosto 2008
 
Good news

Ho deciso che per dare una seria impennata al tono del mio lavoro, farò irruzione dai clienti armato di ghettoblaster e mantellina blu, sparando la miglior musica di sempre a volume da guerra civile.
Sono sicuro che darà un tocco di classe a tutto.
Sperando che i clienti non decidano di rispondere al fuoco...

delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 20:55 | commenti


mercoledì, 23 luglio 2008
 
E poi...

Generalmente (sempre), quando non mi va di parlare, lascio che siano le canzoni a farlo per me. Specie se me le ritrovo tra le orecchie dopo anni, dopo serate vissute di sbieco in mezzo a fiumi di folla, dopo chilometri macinati sotto il sole a sragionare di lavoro, dopo illuminazioni mattutine, dopo brindisi a fiumi di birra che letteralmente piovono dal cielo, dopo aver rivisto... Dopo.

"I've never seen you before today,
I'm just the one that makes you think of the one
That makes you feel you're the one.
But thank you for the roses
".

delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 20:07 | commenti


domenica, 20 luglio 2008
 
Problemi al centro relazioni estere (della mia anima)

D'altronde, avrei dovuto capirlo che una settimana iniziata in questo modo non poteva finire tanto meglio...
Però son caparbio e qua e là arrivavano sprazzi di serenità, alla fine mi sono illuso che, sì, per una volta poteva andare tutto bene.
Invece mi son ritrovato una domenica mattina a sfogliare il corriere della sera nella versione cartacea, leggendo, tra le altre cose, che la gente triste predilige l'ascolto di canzoni tristi. Questo perché, secondo gli espertoni, è gradevole autocommiserarsi sapendo che ci sono fior di rockstar che -wow!- hanno i nostri stessi problemi esistenziali e la cui musica -riwow!- rispecchia i nostri stati d'animo.
"Lost in a river last saturday night, Far away on the other side."
Però in realtà non è proprio così: di fatto ho viaggiato lungo tutta la pianura Padana ascoltando musica a volume inumano per evitare di sentire i miei stessi pensieri.
Perché autocommiserarsi non serve a un cazzo e forse non era nemmeno quello che avevo intenzione di fare, ma tant'è che a musiche tristi disperanti ho preferito musiche più urlate. Tanto vale almeno sfogarsi un po' tra le lamiere che sfrecciano sotto il sole, mentre sorpassi i cartelli di confine tra le regioni, le province, le persone.
"My anger is a form of madness, So I'd rather have hope than sadness, And you said something, You said something stupid like, Love steals us from loneliness."
Che poi, a ben vedere, non è cambiato nulla da prima. Sono tornato come sono partito: più o meno le stesse sensazioni, magari un poco più tenui e stemperate, le stesse disillusioni, la stessa voglia di ricominciare tutto daccapo (ma quella è cronica).
Alla fine di tutto (o all'inizio, dipende dai punti di vista) mi dicono che forse sto iniziando a percepire il fatto che, ops!, ho quasi trent'anni e sto diventando "adulto" e che lo sto facendo senza inutili attacchi di panico. Con una certa serietà. Anche se il terrore di essere totalmente impermeabile al mondo esterno ogni tanto serpeggia e mi scalda il volto.
"I'm probably better on my own, I ain't losing any sleep."
E basta. Torno a casa dalla solita cricca-familia e parlo. Non per sfogare qualcosa di soffocato, ma solo per capire se quello che penso e sento sia giustificabile in termini di "normalità".
Le novità mi hanno sempre lasciato un poco interdetto, per dire. Tanto ritorno sempre nei soliti posti...
"I'll put on a movie, I'll play something groovy as a matter of service, And I'll chuckle when you smile as a matter of love. 'Cause you know it's not my style to be giving up now. And this pain in my side, I had enough."
Innamorarsi nel 2008 è difficile. Trovarsi a urlare frasi sconnesse in una lingua straniera nel bel mezzo di un'autostrada, un po' meno.

delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 18:38 | commenti (3)


domenica, 22 giugno 2008
 
Perfezione

Alle volte capita.
Capita di emozionarsi per un messaggio ricevuto nel cuore della notte.
Capita di incazzarsi per eventi tristi che gettano ombre lunghe sulla vita di chi resta e ti sta attorno.
Capita di vivere eventi programmati in cui, proprio perché programmati, riesci a vedere perfettamente come ogni piccola cosa può andare in miriadi di frammenti da un momento con l'altro.
Capita di riuscire a riderci sopra.
Capita di vedere le persone attorno a te che diventano vecchie, come te, più di te.
Capita di non riuscire a riderci sopra.
Capita addirittura di provare a crescere, diventare adulti consapevolmente, forse perché il tempo chiede pegno e non si può di nuovo rimandare.
Capita di innamorarsi di una voce.
Capita di credere che, davvero, per una volta, si può essere più forti del destino.
Capita di ridere fino a stare male.
Capita di dimenticarsi di ringraziare la persona che ti ha fatto ridere così tanto.
Capita di riascoltare una canzone, che è sempre stata lì, e di rivederne il clip e di mettersi a piangere guardandone gli ultimi minuti, ripensando a come è facile dimenticare piccoli particolari che ci si era promessi di .
Perché alle volte - spesso - capita di rendersi conto che, ops!, è molto più difficile mandare giù tutto e allora è tanto meglio lasciarsi andare.
Capita...




delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 16:59 | commenti (1)



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sequenziale:


***Testimone oculare della
mia stessa vita***

...considerazioni confuse, pensieri sparsi, opinioni acatisiache, supposte di saggezza...


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