La Fonte Del Nulla²

...odio gli elenchi appesi al muro,
le scadenze così ordinate non mi fanno più pensare ad altro.


venerdì, 30 aprile 2004
 

Mi sento triste e solo...la sinusite mi ha lasciato e ha ripreso a piovere. E dire che domani sera sarei anche andato a rovinarmi sul prato dinanzi gli imbarchini! Ma dove cazzo vuoi andare con questa pioggia??!?

Invece ieri sera, dal nulla e dal vuoto lasciato dagli anni '80 nella mia vita, sono rispuntati per caso i Lotus Eater. Per un attimo non li ho riconosciuti, forse perchè era la prima volta che li vedevo in videoclip, ma ricordavo perfettamente il ritornello...

"the first picture of you, the first picture of summer, seeing the flowers scream their joy..."

Risibili come tutti i gruppi di quell'epoca visti oggi a distanza di vent'anni, ma la canzone è di un bello inquietante, non è invecchiata minimamente, ma anzi ha retto benissimo la prova del tempo. Mi domando quindi, ma là fuori, c'è qualcun altro a parte me che ricorda questa canzone?!?


delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 11:38 | commenti (3)


giovedì, 29 aprile 2004
 
Uscendo dalla palestra mi casca l'occhio sulla bacheca. Solita serie di fogli con prenotazioni per spinning, gynning, scazzing... Poi lo sguardo passa su un foglio di raccolta firma per un gruppo di corsa all'aperto: "...se avete dei dubbi, dei fortissimi dubbi, pensate alla storia del leone e del 'gazzello'. E a quello che non vi hanno mai detto: il leone non aveva mica fame.".    Ah beh!

delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 18:21 | commenti (2)


mercoledì, 28 aprile 2004
 

Torino. Un po' mi sento cittadino di questa città, anche se in fin dei conti vivo in provincia. Nel '97, quando iniziai a bazzicare nella Motor City per frequentare l'università, ero spaventato dalla vastità delle vie, dagli enormi palazzi che sovrastavano le strade, dalle masse di genti che percorrevano senza meta precisa le vie del centro. In pratica ero un pesce fuor d'acqua. Ma ricordo che mi ci volle poco per innamorarmi di Torino e delle sue sfumature di colore: in febbraio mi ero trovato a ritornare verso il centro da via Quintino Sella, verso le 17, avevo preso un bus che aveva percorso tutto corso Casale ed ero sceso in piazza Vittorio; la visione dell'insieme mi aveva estasiato, seppur non mi fosse famigliare mi aveva profondamente colpito. I branchi di studenti in molle cazzeggio, i muri dei palazzi imbionditi dal sole che calava, il traffico caotico ma mai davvero disordinato del rientro dal lavoro. Fu un vero colpo di fulmine.

Oggi, a sette anni di distanza, sono talmente "cittadino inside" che mi permetto addirittura di avere i miei locali abituali. Strano a dirsi, ho anche dei locali preferenziali diurni; uno di questi è Olsen, simpatico angolo di pace, di the e di ottimi dolci, semi nascosto in una traversa di via Garibaldi. Mi rendo conto piano piano, poco per volta, di queste abitudini costanti che ho acquisito negli anni, talvolta in modo del tutto casuale, e mi interrogo su come certi eventi possano essere fuorvianti.

Da Olsen non ci vado mai da solo, così come non ci vado mai insieme ad amici. Ci vado solo insieme a ragazze, amiche, fidanzate, conoscenti. Lo faccio spesso e raramente vado due volte di fila accompagnato dalla stessa persona. Mi siedo quasi sempre nella stessa zona del locale. Ordino spesso la stessa torta -"una fetta di pere e cioccolato, grazie"- e un the aromatizzato sempre diverso a seconda del clima, del mio umore, della persona che mi siede di fronte. Chiacchiero un poco col ragazzo che porta le teiere e le tazze, quasi sempre mi faccio fare una breve presentazione del the che andrò a bere; poi mi abbandono a commenti e discorsi di ogni sorta con la mia commensale. Abitudinario. Vero, forse ce l'ho anche scritto in fronte; al punto che lunedì pomeriggio, dopo l'ennesima puntata nel locale e l'ennesima fetta di torta singola ordinata, mi sono visto arrivare due teiere, due tazze, due colini, il piatto e DUE FORCHETTE.

Mi ci è voluto un attimo per capire il perchè delle due forchette: una abitudine consolidata, ecco cos'è. Ogni volta che vado da Olsen io ordino da mangiare, mentre la ragazza che è con me non lo fa mai, MAI! Salvo poi chiedere una seconda forchetta per dividere la porzione con me. Ieri sono stato anticipato nella richiesta, sono stato anticipato nel domandare un'introduzione alla bevanda, sono stato anticipato nel volere il conto unico per poter offrire io. Con un sorrisino, i proprietari mi anticipavano di quel millisecondo, come se mi leggessero nel pensiero o se già sapessero che avrei agito in quel modo. Avranno pensato che sono un marpione, un donnaiolo d'altri tempi, che ruba il cuore a decine di ragazze diverse portandole in piccoli angoli tranquilli e romantici della città. Falso, forse ho scritto in fronte anche quello anche se "sono un uomo ma non esercito", per dirla con Vergassola.

Mi interrogavo su queste cose mentre scivolavo lentamente lungo piazza Castello alle 20 di lunedì, notando come il sole fosse ancora alto e interrogandomi su quale ragazza avrei portato a far vedere ai proprietari di Olsen nella mia successiva puntata taurinense. Nella testa c'era Josh Rouse che cantava James con il suo splendido falsetto, negli occhi avevo una Polaroid scattata pochi minuti prima all'angolo tra via Garibaldi e via XX Settembre.

Torino. Un po' mi sento cittadino di questa città, anche se in fin dei conti vivo in provincia.


delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 11:12 | commenti (4)


domenica, 25 aprile 2004
 

Sì, un gran bel week end.

Finalmente si è deciso a uscire il sole, è smesso di piovere il cielo sulle nostre teste e la primavera ha iniziato a fare capolino nelle nostre tristi vite. La sinusite sta lentamente sloggiando. Inauguro la stagione bella conoscendo di persona Francesca, giovane virgulto taurinense, gran bella persona con cui ho condiviso un sabato pomeriggio molto relax e gradevole; quindi primo aperitivo in dehor dal buon Barbot a godermi una visione particolarmente fashion della piccola città con un buon chardonnay a far da contorno; alla sera mi auto-promuovo barman della festa "W LA FIDAS!" a Levone, dove elargisco cocktail e sudore ai paganti, ballo, canto, urlo, strepito e svariono. Rientro a casa alle ore 4 passate, stanco et cuntento...

Oggi ci siamo inventati un picnic tossico a casa di Saruzza, che ha una casa enorme e un gatto che si comporta come un cane, terminato con una pizza furente a base di gorgonzola, bacon e cipolle a casa di Fra. Niente di particolarmente iperattivo, il pomeriggio si è collassati sul divano a vedere Lupin distruggere grattacieli in Brasile e gli acchiappafantasmi intrallazzare Sigourney Weaver; però sono stato davvero poco a casa e molto in compagnia di gente che, cosa non indifferente, aveva davvero -DAVVERO- voglia di fare festa.

La cosa migliore, ad ogni modo, è che finalmente questa primavera è esplosa. Prossima settimana potrebbe scattare l'operazione "Imbarchini forever"...


delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 21:56 | commenti (1)


giovedì, 22 aprile 2004
 

"Inside my head moving in circle
ten little ants and me in the middle
." (Ants, Linea77)

Com'è, come non è. Capita di avere un disco tra le mani per mesi, lo si ascolta poco -un paio di volte al massimo- belli annegati nei preconcetti. Poi lo si accantona. Un giorno, all'improvviso, l'inverno finisce e arriva il sole; Tiziano Ferro docet, la primavera è una stagione dura per tutti.

Rimetti su il disco accatastato e ormai semi impolverato. Alzi il volume. Numb... Onore al merito: finalmente i Linea77 han fatto un disco che mi piace, anche parecchio.



delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 11:51 | commenti


martedì, 20 aprile 2004
 
Ladies and gentlemen, vi presento la Sinusite! La mia nuova invenzione per sentirmi meno solo nella primavera che avanza...

delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 21:52 | commenti
 
In ogni caso La Passione di Mel Gibson è un film deludente, pretenzioso, tronfio e pallosissimo. Non si può pretendere di tenere viva la tensione narrativa per oltre due ore solo con schiaffazzi e grandi mazzate, non è un film di Bud Spencer e non fa ridere neanche un po'... ora che ci penso non fa nemmeno piangere, né fa impressione, o ribrezzo, o angoscia e non mi ha nemmeno scatenato un odio religioso immotivato per ebrei, romani o ladroni. A che serve un film del genere?

delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 14:33 | commenti
 

Improvvisamente, tornando in autobus dall'Oltrepo Pavese dopo una visita da Travaglino con i compari del corso AIS, mi risveglio; con ancora negli occhi le basse colline coltivate a vigna, a perdita d'occhio, che si fanno avvolgere lentamente da nuvole di nebbia fitta e dannatamente umida, butto uno sguardo fuori dal finestrino, in cerca di un punto d'appoggio per capire dove si era in quel momento. Rimango accecato per qualche istante, mi rendo quindi conto che il sole sta lentamente cercando di emergere dalla coltre di nubi nemmeno più troppo fitta, poi vedo in lontananza le vette delle Alpi, ancora leggermente lambite dalle nebbie. Poi lo sguardo si allunga sugli sparuti paesi che poggiano ai piedi delle montagne: case, chiese con campanili a punta, ogni tanto la sagoma di un vecchio castello. Il Monviso, dietro tutto, in lontananza, quasi nella penombra delle sei di pomeriggio. Sono stato via solo un giorno, ma il cambiamento radicale del territorio è stato così netto e marcato che il ritorno a casa assume, con queste nuvole che lentamente si aprono come un grande sipario naturale, con il sole che allunga i suoi raggi come fossero delle braccia, con le montagne che si ergono innevate e maestose, dei risvolti totalmente imprevisti: sono su un autobus che mi sta riportando a CASA, e per la prima volta in vita mia capisco quale sia il vero significato di questa parola.

Le mie radici sono qui, ai piedi delle Alpi. Oggi l'ho capito; ho capito che non posso fare a meno di queste visioni, di questa corona naturale che sovrasta la mia vita da sempre, che riempie i miei occhi tutti i giorni, che ormai è parte di me.


delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 11:06 | commenti (2)


venerdì, 16 aprile 2004
 

come dice spesso Wallaz, "affanculo ai presi male!"; e poi deve smetterla di piovere, cristo!!!


delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 20:11 | commenti
 
campagna elettorale???

delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 14:39 | commenti (1)



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***Testimone oculare della
mia stessa vita***

...considerazioni confuse, pensieri sparsi, opinioni acatisiache, supposte di saggezza...


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