La Fonte Del Nulla²

...odio gli elenchi appesi al muro,
le scadenze così ordinate non mi fanno più pensare ad altro.


mercoledì, 28 luglio 2004
 
Pedaggi sulle Statali?            Lunardi VAFFANCULO!!!

delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 20:46 | commenti
 
parrebbe una notizia BOMBA, invece è solo la riprova di quello che era un dubbio molto fondato di tutti gli appassionati della famiglia Simpson...

delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 15:04 | commenti (2)
 

Ground Level (ovvero Tuttelemiecanzoniestive) 

Perché in fondo sono una persona normale anche io. E come tutte le persone normali ho la tendenza a ricollegare a determinati suoni determinati eventi circostanti. Un poco pavloviano, invero; ma tutti abbiamo una canzone o due in fondo al cuore alla quale ricolleghiamo eventi piacevoli o stupefacenti. A queste, si aggiungano le varie melodie delle vacanze (i "tormentoni"), che -volenti o no- ci attanagliano nelle sempre troppo brevi ferie estive, al punto da legarsi indissolubilmente ai ricordi di spiagge, mari, monti, persone e avvenimenti.
Se poi, perché in fondo non sono poi così normale, includi il fatto che il 99% della mia vita è direttamente ricollegabile a una canzone, diventa chiaro il motivo per cui -in estate- il tono della mia ideale "colonna sonora" tende a deteriorarsi in base alla qualità (proporzione inversa) e quantità (proporzione diretta) del divertimento.

Attimo di imbarazzo... (fine prima parte)



delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 15:00 | commenti


lunedì, 26 luglio 2004
 

Nothing To Write Home About

E' un periodo un po' così, un po' del cazzo. Non succede niente, e quello che succede -per il 90%- non mi piace. Fatti, parole, cose, persone, eventi. Sto diventando apatico per riflesso incondizionato verso quello che mi capita attorno. Forse, anche per questa estate, non mi muoverò da qui; nonostante ieri sera notassi come la "cloaca" (come amo, adoro, mi delizio nel chiamare il mio paesello) si stia nemmeno troppo lentamente svuotando.

L'unico attimo di svago demente e divertente me l'ha offerto questa sera un amico in partenza: il Karaoke Growl. Sono dell'idea che certe genialate vadano condivise e rese note il più possibile, nonostante il caldo, le ferie incombenti e gli scazzi da insolazione...

Buone vacanze a chi parte; buona resistenza a chi resta.


delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 21:05 | commenti


mercoledì, 21 luglio 2004
 

Autopilot (la mia vita rock'n'roll)

-start-
Bacco, Tabacco e Venere.

Bacco, Tabacco e Venere riducono l'uomo in cenere.
Bacco, Tabacco e Venere riducono l'uomo in cenere.
Bacco, Tabacco e Venere riducono l'uomo in cenere.
Bacco, Tabacco e Venere riducono l'uomo in cenere.
Bacco, Tabacco e Venere riducono l'uomo in cenere.

-piccolo spazio pubblicità /start/-
Bacco, Tabacco e Venere riducono l'uomo in cenere.
-piccolo spazio pubblicità /stop/-

Bacco, Tabacco e Venere riducono l'uomo in cenere.
Bacco, Tabacco e Venere riducono l'uomo in cenere.
Bacco, Tabacco e Venere riducono l'uomo in cenere.
Bacco, Tabacco e Venere riducono l'uomo in cenere.
Bacco, Tabacco e Venere riducono l'uomo in cenere.

Cenere.
-stop-














delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 21:37 | commenti (4)


sabato, 17 luglio 2004
 

in rettifica al post che c'era qui, faccio ammissione di colpa: sono un cretino.

 


delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 14:58 | commenti (2)
 

Un cannone me lo merito.

Rapito da questo post mi ricordo d'improvviso che un tempo ero pure io un giovane dedito a fare tardi la notte. Quando scendevo in città era solo per risalire nella tetra provincia il giorno successivo.
Ripescando tra pensieri inediti del mio cervello ritrovo sms che non ho mai mandato perché troppo melensi, altri perché troppo criptici avvolti com'erano tra nubi di fumo e di alcool, altri inviati e poi "ARGH! cosa ho fatto?". Ritrovo immagini mentali appena pennellate, angoli di vita tra murazzi, locali che ora hanno cambiato nome o facce, vie che non conoscevo e chioschi sempre più luminosi e odorosi di carne arrostita. Anche gli odori fanno il loro lavoro nell'archivio della vita: il profumo dell'asfalto rovente che si bagna da una pioggia improvvisa in luglio, l'odore straniante che il Po emana nella stagione fredda, il morbido aroma dell'hashish che si leva dal prato di fronte all'imbarchino, i kabab fatti sulla griglia davanti all'Alcatraz (da quanto tempo non li fanno più? quante vite sono state risparmiate?), il puzzo nauseabondo del MacDonalds di piazza Castello quando sta per cambiare il tempo, il profumo di una ragazza meravigliosa mentre passeggi ai Reali.
Poi i rumori, il suono di una macchina che sgasa in una via del centro, la musica assordante dei club notturni, una canzone che ancora non conosci e una che sai a memoria, la gente che ride e schiamazza per il Quadrilatero, una voce amica che ti chiama dal nulla, le frenate improvvise che "guarda sto stronzo come guida!", il lieve fruscìo di una cartina che si arriccia e di una birra che si stuppa. I colori di una notte che da nera e bianca si fa caleidoscopica.
Volti, parole, mani, birre, musiche, panini, muri delle case.

Wallaz se ne va. Si trasferisce a Milano per lavoro (e dire che fino a un mese fa diceva ancora con convinzione "Milano fa troppo schifo, non ci vivrei mai!"). Ci salutiamo al solito modo, quello che abbiamo condiviso per gli anni in cui ci siamo conosciuti. Un prato, del fumo, della birra. Poi via in macchina, verso un panino che in altri frangenti sarebbe disgustoso anche solo a pensarlo. Ora che ci penso non sono nemmeno salito a salutare la sua vecchia stanza, la sua cucina in cui avevo fatto gli gnocchi coi rognoni e le noci, il bagno con l'asse del water spaccato da tempo immemore. Non sono salito a richiudere dietro me per l'ultima volta la porta durissima di casa sua.
Un saluto dato di tre quarti, quasi a non voler guardare in faccia la tempesta in mare aperto cui stiamo andando incontro.

Un ciclo che si chiude. Un ciclo che si apre. Un'altra casa che ho vissuto e non vedrò mai più. Una nuova casa da esplorare e conoscere.
Hanno ragione loro: stiamo crescendo controvoglia...

 

nota: ritrovo il post che cercavo, ma mi limito a aggiungere il link qui e a fare pubblica ammenda della mia idiozia. (07/09/04)







delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 14:51 | commenti (4)


domenica, 11 luglio 2004
 

Real Cool Time (si può fare!!!)

Il primo appuntamento. La prima uscita con una ragazza. Una ragazza stupenda, tra le altre cose, e bella, bella da togliere la parola, bella ogni volta sempre di più. Dove andare a trascorrere la prima serata insieme? A un concerto. Anzi, due.

Alle 18e30 siamo al fondo di via Cigna, di fronte allo Spazio 211. Gente ce n'è poca, ma è comunque molta di più di quanta mi potessi aspettare (è la serata delle grandi sorprese, questa...). Ultima sera del Traffic Festival, qui in cartellone prevedono il set di Karate e !!!. Detto con franchezza, sono qui solo e unicamente per i Karate, gli !!! ho provato in tutti i modi a farmeli piacere ma invano. Preferisco gli Hot Hot Heat, ma è un problema mio...
Alle 19e30 (già in ritardo di mezz'ora sulla scaletta) i bostoniani ci fanno l'onore della loro presenza; iniziano con Airport e nell'arco di un'oretta abbondante, sotto un solo battente e finalmente riapparso sul cielo di Torino, snocciolano otto canzoni estratte da Unsolved, Some Boots e dal nuovissimo Pockets (devo ammetterlo, Tow Truck ha un bel tiro). Nulla di vecchio, niente, nisba. Ci speri fino alla fine, ma resti a bocca asciutta. La fanciulla al mio fianco apprezza, nonostante i brani della scaletta non fossero dei più vivaci (This Day Next Year però è immensamente bella). I tre escono di scena per un attimo, poi rientrano. Mister Farina parla in italiano abbastanza bene, spiega che Gavin sta facendo una foto al pubblico per la sua mamma, promette che torneranno in città entro sei mesi e poi dice che "abbiamo ancora tre minuti": Caffeine or Me?
Godo intimamente. Poi tutto finisce. Mi volto e la guardo; godo di nuovo.

Dilemma: sono le 20e30, che fare? Restare qui a vedere cosa combinano gli undici folli (pronuncia Chk Chk Chk)? Scappare con la ragazza? Tentare l'intentabile?
La gente inizia lentamente a scemare, sciamano via. Andranno a casa? Non lo so, ma io ho deciso: trasferta alla Pellerina dal vecchio Iggy, tento l'intentabile e per giunta lo faccio in ottima compagnia. In quasi mezz'ora sono in zona, con tanto di auto posteggiata "a soli settanta chilometri dal centro dopo un comodo sterrato" (cit.).

Sul palco nulla si muove, la gente inizia ad accalcarsi e riesco ad arrivare di fianco al mixer nel vano tentativo di raggiungere un compare. Sono le 21e20, ce l'ho fatta!
Alle 21e30 arrivano sul palco quattro scalmanati che rispondono al nome di Dirty Americans, i nipotini degli Stooges. Non mi impressionano più di tanto, sebbene Ohio di Neil Young e la conclusiva Heartbreaker degli Zeppelin siano ben suonate (ma certe svisate di batteria proprio non le capisco) e sebbene debba ammettere che si impegnino un casino per far un buon lavoro. Ma la gente apprezza e tanto mi basta per promuoverli con la sufficienza.
Poi una ventina di minuti in cui passano in sottofondo di tutto: Misfits, Fuzztones, MC5 e via rockeggiando.

22e30. Silenzio. Luci. Boato. Un pazzo a dorso nudo (e che dorso!) si dimena come un tarantolato sul palco. Un altro pazzo inizia a violentare la chitarra. Un terzo pazzo tenta uno stupro sul basso mentre un quarto pazzo mena con violenza indicibile quella che si direbbe "una batteria vintage" (vintage un cazzo, quella è LA SUA BATTERIA DI SEMPRE!). Gli Stooges sono tornati. Che altro dire?
Si può dire che hanno ancora tantissima energia da vendere.
Si può dire che hanno accuratamente evitato di ripescare canzoni da Raw Power (Iggy deve ancora avercela a morte con Bowie).
Si può dire che a cinquanta-anni-suonati il tentativo di simulare un rapporto sessuale sulle casse potrebbe sembrare un gesto ridicolo se a farlo non ci fosse lui, l'Iguana.
Si può dire che solo lui si sarebbe potuto permettere di prendere a calci nel culo uno della sicurezza dicendo di "lasciarli salire sul palco", riferendosi a degli invasati delle prime file.
Si può dire che solo a un concerto degli Stooges si può vedere una ventina di scalmanati saltare, urlare, ballare, abbracciare, piangere, fare foto o cantare a ridosso del cantante (del mito, della leggenda, del re) durante Real Cool Time.
Si può dire che T.v. Eye, I Wanna Be Your Dog, Loose, No Fun e 1969 ("A song about an year with a magic number") ancora oggi, a distanza di oltre trent'anni, sono delle gran mazzate.
Si può dire di tutto; ma niente renderebbe appieno l'energia, la furia, la violenza, il grezzume (quante centinaia di volte ha detto "fuck"???), la potenza, il mito di un concerto di una band che fino a ieri ascoltavo solo su disco e nemmeno immaginavo avrei potuto vedere dal vivo. Niente.
Se poi alle due leggende (Iggy Pop e gli Stooges), ci si aggiunge il fatto che al basso c'era quel mito di Mike Watt (sì, proprio lui!), non ci sono veramente parole per dire NULLA.

A mezzanotte (o poco prima), sulle note biascicate di I Wanna Be Your Dog, ci ritiriamo verso casa. Storditi, con le orecchie che fischiano, contenti.
La guardo ancora una volta e continuo a non crederci. E' troppo bella per essere vera.
E' stato tutto troppo bello per essere vero...

















delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 16:42 | commenti (6)


martedì, 06 luglio 2004
 

C'è molto da imparare

-Quando torna la mamma del signore del terzo piano?
-Non torna.
-Perché è morta?
-Sì, i morti non possono tornare.
-E cosa fanno i morti?
-Stanno in cielo e ci guardano.
-Ma allora sono degli angeli!
-Sì...
-...voglio morire anche io allora, così posso diventare un angelo.

(discorso tra mia madre e mio cugino di 4 anni)










delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 10:55 | commenti (3)


sabato, 03 luglio 2004
 

(niente da dire su ciò che) Rappresento

Alle 21e05 inizio a perdermi tra piazza Sabotino e le vie della zona, che mestamente portano nomi di piccole città e non conducono da nessuna parte. L'argomento del dibattito automobilistico è "la danza del ventre come introduzione all'esame di stato", ognuno molto arroccato sulle sue idee. Intanto mi disoriento tra un supermercato e un deposito ATM, vagando lungo viali alberati di cui ho vaghe memorie e strade dissestate delle quali so poco e nulla. Il tutto alla ricerca del BelleVille.

Appena giunti in loco, dopo peregrinazione di totale 27 minuti, ricordo di aver già visto il posto un anno prima. Volti diversi, contesti diversi, orari e stati mentali completamente sballati rispetto ad ora. Ma questa sera sono qui per un concerto; per vedere per la milionesima volta i 24 Grana in una delle loro evoluzioni da palcoscenico. Quindi vago per i tavolini con una birra in mano, mentre la coppiapiùbelladelmondo cerca nutrimento per il fisico e si ambienta con qualche difficoltà all'ambiente cittadino, in sottofondo escono le note dilatate e distorte degli Avvolte Kristeda (il supporto classico dei 24 Grana ai concerti torinesi) dal tendone colorato dinanzi a noi. Rapidi sguardi alla fauna locale (non troppi che ho già gli ormoni in fiamme) e al bancone di prodotti vegetariani che riescono a fare gola anche a un carnivoro convinto come me. Incredibilmente, alle 22e45 il concerto inizia e, sempre incredibilmente, a mezzanotte spaccata finisce. Dico "incredibilmente" perchè qui siamo a Torino, la città dove i concerti iniziano sempre a capocchia, in orari mai ben definiti e comunque improbabili e improponibili (se ti dicono "inizio ore 22" sai già che non uscirà una nota prima di mezzanotte); dove i locali sono sempre vuoti prima che la luna sia ben alta nel cielo; dove sono riuscito a sentire un concerto dei Fluxus al Barrumba iniziato alla una e venti di mercoledì mattina; dove, a quanto pare, in estate gli organizzatori delle serate si ricordano dell'esistenza di parole quali "orario", "rispetto", "puntualità" e, mi pare giusto citarli, "comitati di quartiere" (da sempre in lotta per "fare qualcosa per i giovani" e per "evitare di venire disturbati da qualcosa fatto per i giovani").

Mi piace l'idea che negli ultimi cinque concerti della band a cui ho assisto non si sia mai sentita la stessa versione di Rappresento, sempre stravolta e sempre "in divenire": un ottimo modo di presentare la band nel suo complesso. Mai uguali a sè stessi lungo gli anni, sempre alla ricerca di nuove strade e nuove vie per comunicare attraverso la musica. Le uniche cose sempre fedeli nel tempo sono il sigaro perennemente in bocca al Fontanella, il grado sempre elevatissimo di sfattanza del DiBella (a tratti preoccupante, invero) e il finale punkeggiante di Stai-Mai-'Cca.

Finale di serata torinese con un bel branco di giovini comunicatori che non vedevo da un bel pezzo, ma che ho sempre piacere nel ritrovare sulla mia via. Poi fuga verso il selvaggio canavese e verso una mezza teglia di tiramisù, che alle due di notte è la migliore buonanotte che l'uomo possa concepire.


delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 15:21 | commenti (4)



Memorabilia
sequenziale:


***Testimone oculare della
mia stessa vita***

...considerazioni confuse, pensieri sparsi, opinioni acatisiache, supposte di saggezza...


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