| La Fonte Del Nulla² ...odio gli elenchi appesi al muro, le scadenze così ordinate non mi fanno più pensare ad altro. |
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domenica, 26 settembre 2004 Concretezza "...io non guardo il tramonto sentendo le voci, delirio fermentato nella testa di: pizzettone |
21:13 | commenti (4)
Viaggio Solo (No Excuses) Non ho mai sognato di fare una serata di totale improvvisazione. Di quelle che pare riescano benissimo a pi3r, dove turbini tra facce, cocktailz, jointz, discorsiz et cosez. Non ci avevo mai lontanamente sperato di arrivare a trovarmi in simili situazioni, conoscendo la mia indole da mancato trascinatore di folle e la mia pantofolaia attitudine al gestire le cose partendo ALMENO da una base comune a due o tre elementi -dove andiamo non conta un cazzo, ma almeno gradirei sapere chi siamo-. Quello che poi è andato succedendo sabato è tutto un altro discorso, causato un po' dal temerario spirito di emulazione del "pi3r's lifestyling" e un po' da una particolare concatenazione di eventi e voci amiche. -ore 15.00, noto che il prode Hannibal non ha postato la sua formazione di fantacalcio per la giornata; lo derido e poi, fulmineo, rammento che potrebbe essere nella Motor City per la settimana letteraria con quei pazzi della NetzFunk; scatta l'operazione "rivedi un amico sparito nel nulla dopo un anno", invio sms per avere conferma dei miei sospetti; -ore 16.00, la risposta di Hannibal giunge forte e chiara "ci vediamo stasera"; bene, abbiamo un appoggio alla serata. -ore 17.00, attendo news da eventuali personaggi che però non si palesano; amen, viaggio solo. -ore 20.45, esco di casa, passo a mettere un po' di benzina per arrivare fino in città e cerco un contatto con l'Hannibal, che non risponde; chiamo David, lui risponde e mi dice che in quel momento stavano mangiando un boccone; ci si accorda su un ritrovo in piazza della Repubblica da lì a mezz'ora, poi soggiunge che "dopo non sappiamo cosa fare"; poco male, una mezza idea io ce l'avrei. -ore 21.30, arrivo sul luogo convenuto, sbattimento atomico nel tentativo di trovare parcheggio nella zona più popolosa del sabato notte taurinense, poi incontro i ragazzacci; qualche scambio di battute, come stai come non stai cosa fai ora, decisione drastica "andiamo al KM5", ok. -ore 22.00, arriviamo trascinandoci al KM5, ci sediamo e prendiamo da bere, si parla e si ride parecchio, poi salta fuori che "dalle parti di dove abitavo una volta ci sono delle tipe che danno una festa di laurea a casa loro"; nessuno conosce nulla di più di questa festa, allora lasciamo la proposta lì, a fermentare nelle nostre memorie. -ore 22.40, mi telefona Max comunicandomi il risultato della partita e soggiungendo che "sono un po' cotto, ma un giro in centro me lo faccio", uno di noi. -ore 23.15, Max arriva, saluta tutti, prende da bere -e noi con lui- e poi si ricomincia col giro di saluti et convenenvoli; la gente inizia a dare segno di stanchezza, io inizio a credere che andrò al Pueblo da solo. -ore 23.40, dove andiamo e cosa facciamo? tutti bolliti, Paulone afferma "andiamo a casa e ci guardiamo un film, eh?"; va bene, va bene tutto; ci alziamo dal tavolino nel dehor e ci infiliamo nel tratto di strada antistante il KM5; Paulone entra a salutare qualcuno. -ore 23.50, Paulone è sparito; nell'attesa incrociamo Briish, redivivo e lucido dopo anni, con cui scambiamo quattro chiacchiere; passa da lì anche Mastro, un saluto e scompare nella movida. -ore 23.55, Paulone riappare con una birra e un sifone, dentro -dice- c'è una bella moova, una festa di laurea, forse; tracheggiamo, poi risalta fuori l'opzione festaignota ventilata quasi due ore prima. -ore 00.01, tutti d'accordo, ci troviamo davanti al cinese di via Nizza per andare a questa emblematica festa; già un poco alticci, raggiungiamo le auto e iniziamo la traversata del centro cittadino. -ore 00.30, dopo vari giri dell'isolato trovo un parcheggio in una viuzza di San Salvario non proprio raccomandabile, ma tant'è; gli altri, pare, sono già dentro. -ore 00.40, arrivo sotto la casa dove -presumo- si tenga la festa, sui balconi (tre) ci sono maree di persone che bevono-fumano-strepitano-cantano, sul marciapiede (uno) ci sono maree di persone che cazzeggiano, entrano e escono dal portone, sospesa nel vuoto c'è una corda alla cui estremità è legata una chiave (una) per aprire il portone; in compagnia del prode Max mi guardo attorno e, poco prima di muoverci verso l'atrio, intravedo un volto noto, ma davvero noto: è Marco Maccarini. -ore 00.42, alla vista di Maccarini inizio a sdare di testa, "capisci? è una festa TRENDY!" - giro di vino, "cazzo, c'è MTV!!!" - sifone, "sono a una festa gigantesca dove non conosco nessuno e c'è MACCARINI!" - giro di porto, "cazzo, c'è MTV!!!" - birra, "ma minchia, ti rendi conto?!? l'evento MONDANO della stagione!" - sifone, "siamo a una festa troppo COOL!" - giro di vino rosso. -ore 01.30, nel degenero globale noto -anche perché Marco Maccarini se n'è andato e la serata mi è "calata di tono" (invero avremmo preferito una Giorgia o una Valeria)- un considerevole numero di particolari, tra cui: nella casa, dove presumibilmente vivono delle persone, non ci sono mobili; c'è un cane che gira tra i presenti; il pavimento della stanza adibita a sala da ballo è in parquet; è tardi ma la musica è ancora a volumi sostenuti; sono finiti i bicchieri di plastica. -ore 02.00, precisi come orologi, arrivano delle volanti degli sbirri (quattro) ingenerando poco panico, pochissime scene isteriche e tantissima inconsueta e immotivata ilarità; coretto dell'antoniano "via via la polizia", sifone di benvenuto perché "vuoi mica accogliere gli ospiti a mani vuote". -ore 02.15, le volanti (quattro) se ne vanno; la festa continua (ma si è mai interrotta?); un tipo mi si avvicina, "bicchieri?", "finiti" rispondo io; poi inizio a fissarlo e gli domando "ma tu, sei amico dello sposo o della sposa?", mi fissa e sbotta "ma questa non è una festa di compleanno?", un ragazzo di fianco a me esordisce "no, a me hanno detto che il padrone di casa si è laureato", "ma qui ci vivono delle ragazze", "ma chi ti ha invitato?" domanda una quarta persona, "un tipo dal balcone mi ha detto di salire che c'era da bere"; degenero totale, giro di vino rosso; ci spostiamo un attimo in balcone a parlottare. -ore 02.35, decidiamo -io e Max- che stiamo iniziando ad accusare il peso dei bagordi, quindi salutiamo un po' tutti e ce ne andiamo; in strada ho l'illuminazione, "qui ci vuole un panino dal porcaro; tra l'altro il Santa Rosalia è qui dietro!"; dimentico del fatto che Max è vegetariano, ma lui appoggia l'idea quindi si va. -ore 02.50, tengo in mano uno dei panini più rausi, marci, unti, BUONI del creato intero; la chimica è una bruttissima storia; scambio quattro battute con il ragazzone riguardo il delirio scomposto e trendy della festa, rutto sonoramente; ci ritrasciniamo verso le macchine e ci salutiamo. -ore 03.20, quando infilo la chiave nel quadro di accensione, la giro e il cruscotto si illumina per magia, noto che è tardino per ipotizzare di andare al Pueblo anche da solo; indirizzo la vettura verso casa e lei, dolcemente, mi ci porta, passando davanti ai Murazzi brulicanti, in un corso Giulio stranamente affollato, correndo lungo una statale desertica. -ore 04.05, entro in casa e barcollo fino al letto. Dissolvenza in nero, titoli di coda. La missione "rivedi un amico sparito nel nulla dopo un anno" può dirsi brillantemente conclusa. Alla luce di tutto ciò, però, credo di dovere quanto meno delle scuse a tutti coloro a cui avevo promesso un mio passaggio alla serata del Pueblo, con l'impegno a recuperare quanto prima la mia mancanza.
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15:23 | commenti (6)
sabato, 25 settembre 2004 Wait In The Fire Torno ora. Sto bene. E' stata una bella serata. Grazie. Inizio ascoltando Grace, dopo aver riscoperto Lover su un altro bel disco. La ascolto in macchina, a volume spietato, e urlo. Poi scendo dalla vettura. Entro nel locale e mi siedo. Soliti giri di birre, amici, saluti, presenze. Musica in sottofondo, discorsi assurdi a sovrastare il tutto. Finché lei non parte. Che caso! No, che destino strano. Poi si esce alla spicciolata, chi prima e chi dopo. Improvvisa ti risalta fuori lei, mentre sull'onda passeggera della passione insana discuti di massimi sistemi con un amico. Il tempo si dilata, in un quarto d'ora hai esplicitato concetti di estensione biblica e la cosa in sè ti fa stare ancora meglio, poi risali in macchina, frughi tra le cassette e la ritrovi ancora. La prepari con cura. Accendi le luci, poi il motore. Liscio come l'olio, fai partire il nastro. Quando entri dal cancello di casa, senti il cuore scoppiarti e la mente leggera, fresca. Senti la voce levarsi al cielo in un impeto di follia, una estrema richiesta di aiuto. Lui aspetta nel fuoco. Spegni la macchina. La musica scema lentamente e in modo naturale, un ultimo gemito ancora. Non ti eri mai accorto che quel locale dista da casa tua solo 5 minuti e 22 secondi: giusto il tempo di una grazia. giovedì, 23 settembre 2004 Aforisma lei "se sai anche cambiare una lampadina sei davvero l'uomo perfetto!" delirio fermentato nella testa di: pizzettone |
20:11 | commenti (3)
domenica, 19 settembre 2004 Considerazioni sparse sulla musica 1. Ci sono due pubblicità che hanno musiche di un pregio particolare in questo momento storico: la prima, di una nota automobile, è associata a Little Wing di Hendrix; la seconda, di un noto erogatore nazionale di energia elettrica, ha come sottofondo Sunday Morning dei Velvet Underground. 2. Trovo Mariolino Manson un po' risibile. All'inizio poteva anche godere di un po' della mia attenzione (essendo all'epoca una 'criatura' di Trent Reznor), ora no. Anzi, soggiungo, ha proprio sfasciato la balle. 3. Vita breve, per quel che ne so, quella dei Reef. Anche perché il secondo disco non mi era mai poi garbato così tanto come il primo (uno dei "dischi della vita"). Nonostante tutto, però, mi sono ritrovato a scoprire in questo assolato e terso giorno di pre-autunno una loro canzone, contenuta sul suddetto Glow -il secondo-, davvero mirabolante e incantevole: Consideration. delirio fermentato nella testa di: pizzettone |
23:31 | commenti (2)
sabato, 18 settembre 2004 Live Fast. Die Young. Go in white. Gli eventi che ci accadono sono, il più delle volte, inattesi e imprescrutabili. Tutto nella norma, insomma. Non fosse altro che da un po' di tempo a questa parte non riesco nemmeno più a concedermi il mio attimo di follia cogitativa da cyclette in palestra, rapito come sono a fare discorsi folli e senza alcuna connessione con la realtà. Me la suono e me la canto. Se mentre state sudando come un ossesso, vi si avvicina qualcuno ondulando leggermente il dito verso il vuoto; se lo fa mentre siete in una palestra; se lo fa dopo avervi visti e aver interrotto una serie di esercizi apposta per venire da voi; se ha negli occhi il vuoto implorante di chi sta venendo a farvi la "domanda della vita"; se vi capita tutto questo, SCAPPATE! Undercover. Nel vano tentativo di riprendermi dalla suddetta domanda, mi appoggio a una pedaliera di uno degli attrezzi in centro alla palestra, sguardo fisso nel vuoto, bocca semi aperta e sudorazione copiosa. C'è un momento nemmeno tanto breve di black out nella mia testa, poi quando il mio neurone superstite decide di rinvenire, riprendo possesso di me e mi avvicino alla rastrelliera dei manubri. Lì, nel gesto estremo di afferrare due manubrietti da dodici chili, vengo intercettato da un ragazzino, neofita e appena calatosi nel mondo della palestra, che lamenta "eh, certo che però qui ce ne sono poche di ragazze! cambiano sempre orari, vengono per poco...siamo sempre e solo ragazzi qui dentro!". Confesso, a Dio e a voi fratelli... Ma nemmeno nello spogliatoio posso godermi un attimo di tranquillità. Vengo infatti assalito verbalmente da un ignoto giovane logorroico in vena di confessioni e in cerca di supporto morale. Entra nella doccia e inizia a confessarsi con me, unico astante in quel momento. Problemi di donne, ovviamente, su cui sorvolo bellamente. Da lunedì mi iscrivo in piscina. delirio fermentato nella testa di: pizzettone |
18:47 | commenti (2)
venerdì, 17 settembre 2004 Petizioniamo tutti assieme! Beccatevi questo. Non dico una sola parola in più, perché parlino i fatti. delirio fermentato nella testa di: pizzettone |
20:17 | commenti (1)
mercoledì, 15 settembre 2004 Segnalatio Un uomo buono solo a guardarsi le scarpe, solleva il capo verso lo schermo e segnala questo sito. Chapeau!
delirio fermentato nella testa di: pizzettone |
10:20 | commenti (2)
Quei giorni di incantevole poesia... I miti, quelli veri, non crollano mai. Non decadono con il tempo. Mutano, piuttosto. Si deformano, tuttalpiù. Ingrigiscono per la vecchiaia o per la polvere. Ma non crollano. Dire a qualcuno "ti amo" ha un peso quasi soffocante. E' un vincolo sociale più che spirituale. Ma dall'altra parte non sai mai che reazione potresti scatenare. Potresti innescare un meccanismo insano di autoconservazione, causando fughe improvvise o sparizioni degne del miglior Copperfield. Potresti effettivamente incatenarti a una sensazione passeggera per un tempo fin troppo lungo. Potresti provocare involontariamente infarti o orgasmi multipli, tuffi al cuore e strozzamenti allo stomaco. Potresti sbagliarti, ma sarebbe troppo tardi e dire "scusa, ma stavo scherzando" non sarebbe molto carino. Potresti avere ragione, ma a quale prezzo? L'università è una esperienza che segna nel profondo. Per lo meno, a me ha segnato davvero profondamente. Sono come ferite rituali che tu non decidi dove, come e quando procurarti alla tua anima, però ti svegli al mattino e quando le trovi sei così felice che vorresti poterle mostrare a tutti. Non è solo una questione di status, o di atteggiamento, o di modi di vivere. E' una questione di strade che ti entrano dentro, di persone che lasciano respirare la loro anima accanto alla tua, di eventi e luoghi che incroci fugacemente ma che, quando li ritrovi, li accogli con la stessa passione e lo stesso rapito trasporto di quando ritorni a casa dopo un lungo viaggio. dedicato a Gianni "tosto", ovunque egli sia. lunedì, 13 settembre 2004 Citazione Marge: "Questa è la cosa peggiore che tu abbia mai fatto!" delirio fermentato nella testa di: pizzettone |
14:59 | commenti (1)
Memorabilia sequenziale: | ***Testimone oculare della mia stessa vita*** ...considerazioni confuse, pensieri sparsi, opinioni acatisiache, supposte di saggezza... il Sommelier consiglia: 7 Year Winter AutoRun Buba Chinaski77 DaveBlog Deficients & Dragons Desktop Tales Eriadan Filobosco Frittole Gen Happy Tree Friends il blog della Vergogna il Conte Pi3r ilBoss Indiessolvenza Inkiostro Jorge el Periodista Macchianera Magenta & Woland Neko e Kuma Perturbazione RX Settoruccio SilvioBerlusconiBlog Violetta Bellocchio Zio Burp ZioKane Zorflick il Sommelier ascolta: ![]() il Sommelier propone: ![]() Contatti: pizzettone|at|gmail|dot|com sito ottimizzato per FireFox Mozilla (infatti con Explorer si vede di merda) risoluzione consigliata 1024*768 Memorabilia temporale:oggi giugno 2008 maggio 2008 gennaio 2008 dicembre 2007 novembre 2007 ottobre 2007 aprile 2007 febbraio 2007 gennaio 2007 dicembre 2006 novembre 2006 ottobre 2006 settembre 2006 agosto 2006 luglio 2006 giugno 2006 maggio 2006 aprile 2006 marzo 2006 febbraio 2006 gennaio 2006 dicembre 2005 novembre 2005 ottobre 2005 settembre 2005 luglio 2005 giugno 2005 maggio 2005 aprile 2005 marzo 2005 febbraio 2005 gennaio 2005 dicembre 2004 novembre 2004 ottobre 2004 settembre 2004 agosto 2004 luglio 2004 giugno 2004 maggio 2004 aprile 2004 marzo 2004 |
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