La Fonte Del Nulla²

...odio gli elenchi appesi al muro,
le scadenze così ordinate non mi fanno più pensare ad altro.


venerdì, 31 dicembre 2004
 

Libertà di Informazione???

"Ma le vere favole dovrebbero essere tutte come quella raccontata dalla nonna all'intelligente direttore dell'Holiday Inn di Phuket, che gli rivelò attraverso una fiaba il terribile segreto dell'Oceano. "Quando il mare mostra i suoi tesori - disse la donna al nipotino che il 26 dicembre ha salvato cosi tutti gli ospiti del suo albergo - non restare imbambolato a guardarli. Scappa, scappa più lontano che puoi". Cosi ha fatto il manager dell'Holiday Inn. E cosi avrebbero potuto anche fare governi e protezioni civili degni di questo nome." 

E con questo, mi domando fin dove dovrebbe arrivare l'informazione e dove dovrebbe fermarsi prima di divenire curiosità morbosa: mi sto riferendo alle foto di corpi che -prima volta in assoluto che condivido una sua decisione- Fini aveva vietato di diffondere ma che, senza motivi "validi", ritroviamo ovunque con una facilità mostruosa.

con questo pensiero vi saluto e vi auguro un buon inizio d'anno.






delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 14:14 | commenti


giovedì, 30 dicembre 2004
 

Domande Bizzarre

E' da questa mattina che mi affligge un dubbio riguardo il maremoto dello scorso 26 dicembre. Ora, escludendo il fatto che gli animali hanno percepito il pericolo e gli uomini non solo non l'hanno percepito ma lo hanno bellamente ignorato (date un'occhiata al branco di dementi che sulla spiaggia sono immobili a fissare le onde qui), escludendo che si fa presto a dire che "se ci fosse stato un allarme si sarebbe evitata la tragedia" dopo che il fatto è avvenuto ed escludendo anche certe pessime figure dell'Occidente con negli occhi ancora le immagini di tutti quei cadaveri (tanti, troppi, soprattutto di bambini)... mi sorge un dubbio.

la scienza moderna ci insegna che le onde anomale sono causate da terremoti sottomarini; che queste onde malefiche si propagano a velocità costante (smplificando, l'acqua non genera attrito) con energia orizzontale e diventano colossali masse d'acqua solo nel momento in cui incontrano un fondale marino più basso con il passaggio della spinta da orizzontale a verticale (vedi figura). Inoltre, sempre gli scienziati moderni, mi rammentano che la propagazione di energia scatenata dal movimento tellurico (e di conseguenza anche le onde marine da questo generate) si propagano in maniera circolare. Qualcun altro mi fa presente che quello del 26 dicembre potrebbe essere il terremoto più forte mai registrato. La geografia, invece, mi insegna che l'oceano Indiano (luogo ove lo tsunami si è manifestato) lambisce anche le coste dell'Africa.

A codesto punto, converrete con me su due punti:
1. gli australiani hanno avuto una GRAN BOTTA DI CULO;
2. lo tsunami DEVE essere arrivato anche in Africa, più o meno (non ho conoscenza della differente profondità dei fondali) con la stessa violenza con cui si è abbattuto nel sud est asiatico.

Da qui, il mio dubbio: perché le maggiori testate giornalistiche non solo italiche ma mondiali non parlano diffusamente anche degli effetti dello tsunami in Africa, ma si limitano a cenni riguardanti morti e dispersi?
Non sarà forse perché in Somalia non ci sono turisti occidentali? Forse perché in Somalia non ci sono spiagge bianche e mari puliti (e conseguenti strutture alberghiere rinomate)?
E non mi venite a dire che in Somalia c'è una guerra civile, c'è una semidittatura e non se la passano bene, motivo per cui non ci sono turisti: anche nel sud est asiatico la situazione politica fa schifo, ma i turisti ci sono lo stesso!






delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 13:55 | commenti (1)


lunedì, 27 dicembre 2004
 

Riti e Miti/ #2

Che i miei datori di lavoro fossero dei pheeghi era una cosa assodata. Che fossero dei veri miti è diventata una certezza con il tempo, mattone per mattone.                 
Questa sera, ad esempio, dopo aver cassato il cinema rituale del Santo Stefano mi sono portato fino in vineria dove sono stato rapito da discorsi densi e coinvolgenti; temi della serata: storia contemporanea, socio-politica moderna, arte rinascimentale. Il tutto perfettamente parallelo e intrecciato.        
Al momento storico attuale, in Canavese, la compagnia più stabile e intellettualmente stimolante che si possa trovare è una banda di cinquantenni solita sedersi all'usuale desco, davanti a una bottiglia di vino e a delle ottime crêpes.




delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 00:40 | commenti


domenica, 26 dicembre 2004
 

Riti e Miti/ #1

Tradizione del Santo Stefano: fetta di pandoro seguita da cioccolatino Lindor, bicchierozzo di acqua frizzante gelata e rutto libero.


delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 17:28 | commenti


sabato, 25 dicembre 2004
 

Snowy Times

Qui nevica e io sono sempre molto felice quando nevica di notte, perché l'aria diventa densa e questo posto infame dove vivo diventa come questa foto.
Adorabile...



delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 23:18 | commenti


venerdì, 24 dicembre 2004
 

Dedication...

Merry Fuckin' Xmas!!!

If god came down on Christmas Day
I know exactly what he'd say
He'd say "Oi to the punks and Oi to the skins-
but Oi to the world and everybody wins!"

("Oi To The World", Vandals)





delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 14:47 | commenti


lunedì, 13 dicembre 2004
 

Let The Christmas Begin!

Molte persone della mia generazione sono fermamente convinte che non ci possa essere Natale senza un ascolto casuale -almeno- del noto tormentone degli ormai defunti Wham! titolato niente meno che "Last Christmas" (quello in cui "ti ho dato il mio amore", ma tu brutta troia "l'hai gettato via").
Tipicamente mainstream come pensiero (e Boldi e DeSica non perdono occasione per ricordarcelo). Difatti la mia considerazione di "canzone natalizia" risulta totalmente avusa da certi preconcetti (oh, how I am altenative!): per me il vero inno popular delle feste sotto la neve è e resterà "The Power Of Love" dei Frankie Goes To Hollywood. Punto.

Un pezzo che parla di "forze superiori che puliscono la mia anima", di "fiamme di desideri brucianti", di "rendere l'Amore il tuo scopo". Una canzone che è una dichiarazione d'amore puro e semplice, dato da promesse di "difenderti dai vampiri alla tua porta" e da sicurezze per cui "l'Amore è una forza che scorre dentro". Il tutto accompagnato da un video dedicato in toto alla Natività cristianamente intesa, in un video morbido nei colori e delicato nei temi. Quasi didascalico.
Un brano cantato da un gruppo di omosessuali dichiarati, che in precedenza avevano presentato testi discutibili e video censuratissimi, divenuti in pochissimo tempo i portavoce dello yuppismo dilagante degli anni '80, intollerabilmente ambiguo, maschilista e spregiudicato. E chissà se qualcuno si prenderebbe la briga, di questi tempi, di spiegare agli altissimi prelati vaticani la simpatica contraddizione posta in essere da questo videoclip, prima ancora che da certe insulse dichiarazioni circa retaggi culturali e tradizioni religiose (forse che qualcuno ha dimenticato le origini pagane del 25 dicembre?)... Resta comunque la musica e le parole, resta il video con i Franconi in bella posa sopra un'artefatta cornice natalizia, restano i ricordi a distanza di vent'anni.

Resta, in pratica, la canzone sulla redenzione. Per eccellenza.
Per meglio entrare nello spirito natalizio.
E siccome poco fa il tutto si è materializzato sugli schermi di AllMusic, lasciate pure che il Natale cominci, almeno per quel che mi riguarda...






delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 00:16 | commenti (3)


martedì, 07 dicembre 2004
 

La Porta Ha Un Sogno Che Cigola
ovvero Tuttiitrucchidelmestiereinquattroabilimosse

In tre week end di servizio presso la mia vineria preferita ho imparato di più che in una vita spesa sui libri. O forse ho imparato cose leggermente diverse e un poco più utili dal punto di vista pratico. In sostanza, assemblando pratica e teoria sono riuscito a diventare il miglior interlocutore che potessi sperare di incontrare in vita mia (in pratica, sono il miglior interlocutore di me stesso). Ma, a parte questi deliri kierkegaardiani, resta il fatto che mi sto ANCHE e SOPRATTUTTO divertendo una cifra.

In poco tempo ho appreso i capisaldi del mestiere, sostanzialmente riassumibili in quattro aneddoti:
1. abilità; il jazzista Sun Ra sosteneva la teoria secondo cui i membri della sua ArkEstra dovessero essere ottimi percussionisti oltre che abili con il loro vero strumento (tanto da paragonarli ai Marines, che sono anche ottimi tiratori). Questo vale anche per il meraviglioso mondo dei ristoranti -per piccoli che siano- in cui, in fondo, tutti devono essere in grado di fare tutto, urlando "tutti sono utili, nessuno è indispensabile". Quindi ti ritrovi a partire cercando di affinare la tecnica di servizio del vino come sommelier e finisci a cucinare, lavare i piatti, asciugare i bicchieri, servire ai tavoli, spazzare il pavimento, comprare il pane, ideare menù e intrattenere i clienti tra una portata e l'altra (cercando anche di ricordarti di loro nel caso siano già transitati dal locale in precedenza). Quanto di più si avvicini alla ruffianeria da prostituta, quanto di più si avvicini al modello di uomo ideale per molte donne;
2. prontezza; capita di dover anche accelerare il proprio agire e il proprio pensare, perché se resti indietro in un ristorante -per piccolo che sia- in un momento critico (con magari quattro tavolate di clienti affamati) sei letteralmente fottuto; in certi casi la prontezza di riflessi è tutto, come quando ti ritrovi i quattro simpatici giovanotti giapponesi che lavorano nei ristoranti limitrofi a ordinarti -ormai a un livello di ubriachismo tangibile- un vino dal nome incomprensibile ciondolando la testolina in avanti e sorridendo. La loro soddisfazione dipende da te, che sai che non puoi fregarli chiedendo soccorso a Giorgione in dialetto (perché loro lo capiscono, il dialetto). Il lampo di genio consiste nel fermarli dicendo "aspetta, che ti do IO un vino davvero BUONO!" e servir loro non il primo ma comunque il secondo vino che ti capita tra le mani. Sforzo ulteriore sarebbe cercare di non scoppiare a ridere se ti ordinassero "un gevuL-tLamineL".
3. combattività; lavorare dietro le quinte di un ristorante -per piccolo che sia- è un po' come entrare a far parte di un fight club, dove quello che succede in cucina resta nella cucina. E la cucina è un territorio franco, dove tutto è ammesso, anche e soprattutto per futili motivi: bestemmie, insulti, padellate, spatolate, rutti in faccia, sborbottamenti, pernacchie, schiaffazzi, gavettoni. Ma tutto si esaurisce lì. Si DEVE esaurire lì, se no il cliente si spaventa e non lo vedi più. Per cui, se ogni tanto il cameriere che segue il vostro tavolo al ristorante torna con gli occhi gonfi, un labbro rotto, un mignolo in meno o un coltello "appoggiato" tra le scapole, non temete: è tutto sotto controllo, è TUTTO sotto CONTROLLO.
4. autocontrollo; la legge di Murphy sostiene che per quanto tu ti muova o resti immobile, prima o poi uno stronzo sulla tua strada lo incontri. Se lavori in un ristorante -per piccolo che sia- le possibilità di incontrarlo aumentano in maniera esponenziale. Ti capita quello che "il vino sa di tappo" e invece è solo il retrogusto della barrique, quello che "la carne è fredda" e infatti è un carpaccio, quello che "potrei avere del dolcificante per il caffé" dopo che ha quasi divorato anche la tua mano mentre porgevi i piatti, quello che "potrei avere il sale" e dopo un minuto "potrei avere il pepe" e dopo un minuto "potrei avere del pane" e dopo un minuto "potrebbe portarmi un altro bicchiere di vino" e dopo un minuto "potrebbe portarmi un'altra forchetta" e dopo un minuto ti devi fare di Lexotan per non scuoiarlo a mani nude, quello che non dice mai una parola ma ti fissa in ogni movimento in attesa di un tuo errore, quello che "il vino lo decanto io" e si decanta un novello. Ti capita un po' di tutto a mettere alla prova -a DURA prova- i tuoi nervi, per cui o impari a riderci sopra (magari con il sostegno di tutti gli altri che lavorano in trincea con te) o ti autolimiti ripetendo il famoso mantra "non ti sputo nel piatto perché non ho abbastanza catarro".

Tutto il resto è pratica, pratica e pratica. E la gioia nel vedere la serranda scendere davanti all'ingresso e pensare "anche oggi abbiamo fatto un ottimo lavoro, neh!".







delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 14:29 | commenti (1)


venerdì, 03 dicembre 2004
 

Angel Of Death

Apprendo con un certo ritardo della scomparsa di Burzum lo scorso 19 novembre. Una fine un po' da pirla, ma meritoria di una prece (recitata al contrario, ovviamente).


delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 16:23 | commenti


mercoledì, 01 dicembre 2004
 

Results May Vary

Grunge

You are Grunge; sì, sono Grunge.

What's your Music ID?
brought to you by Quizilla







delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 12:21 | commenti



Memorabilia
sequenziale:


***Testimone oculare della
mia stessa vita***

...considerazioni confuse, pensieri sparsi, opinioni acatisiache, supposte di saggezza...


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