La Fonte Del Nulla²

...odio gli elenchi appesi al muro,
le scadenze così ordinate non mi fanno più pensare ad altro.


giovedì, 24 febbraio 2005
 

Quattro Giorni Tra I Canali

Si torna sempre a casa, si torna allegri per le belle esperienze vissute, si torna tristi per la piattezza che ci attende, si riemerge lentamente al solito tran tran. Perché quei quattro giorni ad Amsterdam sono stati grandiosi, meravigliosi, intensi, forse un po' persi; ma NON SONO la tua realtà quotidiana.

I Capisaldi. Succede che ci siano un paio di cosette che ti si accollano appena atterrato e non si schiodino più fino al momento del decollo. Una certezza che si ha arrivando a Schiphol è la frase "Perché corri? Stai a destra! Dove siamo?". Questa si autogenera in trenta secondi e non ti molla più. Si aggiunga che, quando stai in svarione da erba, la tua andatura evolve da "strascinamento di piedi" a "sommesso calpestìo", passando per "andatura lieve", "andatura normale", "andatura normale scomposta", "camminata sostenuta", "marcetta lieve", "marcia", fino alla temibile "marcia sostenuta scomposta"; in questi ultimi due livelli si ingenera in te l'automatico dubbio del "che cazzo corro a fare?". Si aggiunga che, il quasi punkabbestia che atterra in terra olandese se ne esordisce subito dicendo "eh, cazzo! lo vedi che questi sono proprio superiori! qui si cammina TUTTI sulla destra! che cazzo, mica come quei coglionazzi da noi!"; salvo poi piazzarsi dopo il primo tapis roulant sul poggiamani di sinistra; si ingenera quindi in te la frase "ma allora stai a destra pure tu!". Si aggiunga, infine, il fatto che le strade di Amsterdam sono tutte belle, simili e sconnesse; che alla periferia dell'Impero le città non era costruite su pianta quadrata; che quando sei un po' fuso, i nomi olandesi sono tutti una accozzaglia di straat, di dam, di vander e cose del genere; tu deambuli, ti rassicuri sul fatto che la strada che stai percorrendo è parallela all'altra, e poi ti domandi "ehi, ma dove cazzo siamo finiti?".                  
L'altra certezza sono le patatelle fritte: sono IL piatto olandese. Te le annegano nella maionese (tipica la scena dell'italiano che "a lot of maioneis", e poi si ritrova pervaso dalla salsa gialla) e te le servono in coni di carta; sono grosse tre volte le nostre normali patate fritte e costano la metà. Sono le migliori del mondo e le trovate un po' ovunque; lui vi dirà che le migliori sono quelle di FeBo, io invece vi domando: ma quando siete in Italia, la pizza la prendete in pizzeria o da Pizza Hut???

La cioccolata è il lubrificante dell'anima. Ed è proprio così. Ti trovi a sdare di cervello in un coffee shop, poi ti compare davanti (per un euro e cinquanta, una vera inezia) un tazzone con del brodo marrone che fuma: è cioccolata, simile a quella delle nostre macchinette ma molto più buona, già zuccherata, calda, rinfrancante. Va giù liscia come velluto, ti scalda le budella, ti ridà un minimo di salivazione, ti pulisce dentro e ti ripiglia fuori. Senza aver bevuto almeno una cioccolata calda, la permanenza in Olanda diventa davvero pesante. Va bene anche il the, il caffè no perché fa proprio schifo. Ma la cioccolata è superiore, lo confermerà sicuramente anche lui, mentre ripenserà alla superiorità di un popolo che vende ancora i Bounty al cioccolato fondente.

Regole dello sgamo. Come riconoscere un italiano all'estero: vaga costantemente con la cartina dispiegata cercando il nome della via dove si trova sulla planimetria (tutti gli altri cercano il settore sul retro e poi aprono solo lo spazio minimo indispensabile per la lettura, qui c'è vento, cazzo!); parla un inglese stentoreo (siamo proprio indietro, gente mia!); trascorre il 90% del suo tempo dentro a un coffee shop (girare gente, circolare!!!); nei musei guarda le figure e poi cerca di leggere le didascalie in olandese (il resto del mondo vaga con le cuffie-guida che noleggiano all'ingresso o, per lo meno, legge le didascalie in inglese -che, per l'italiano, è uguale all'olandese, cioé incomprensibile); fa casino, sempre (nemmeno i poco pacifici hooligans inglesi completamente sbronzi riescono a fare più bordello di quattro bergamaschi che hanno fumato dell'erba); gira RIGOROSAMENTE con uno zaino INVICTA sulla spalla (la INVICTA è italiana, non distribuisce nel resto del mondo e, rispetto a tutti gli altri zaini che ho visto, fa proprio cacare; inoltre nessuna altra civiltà mondiale ha sdoganato la perversione tipicamente italiana di portare lo zaino su una sola spalla: ne hai due, le usi tutte e due); non si radono (se all'estero vedi qualcuno con la barba di due-tre giorni sai con certezza che è italiano; tutti gli altri, quei quattro minuti al mattino appena svegli li perdono volentieri per radersi).

Elogio della donna fulva. In Olanda il ceppo non è ancora quello mitteleuropeo, con le donnone-valchirie alte et bionde, e non è nemmeno quello ancora vagamente mediterraneo delle brunette francesi con il nasino all'insù, e neppure quello irlandese delle ragazze coi rossi capelli e la pelle eburnea. In Olanda vige la legge dei miscugli: un po' da qui, un po' da lì e un po' anche da là. Ne escono delle donne semplici, non appariscenti per nulla, ma con un profilo sinuoso e queste capigliature perfettamente sparpagliate su qualsiasi tonalità del nocciola, morbide e fluenti come il miele, delle figure estremamente femminili ma altresì rocciose, perfettamente incastonate tra le costruzioni sbilenche della città e le forti sferzate di vento del nord. Quasi tutte a cavallo di una bicicletta. Quasi tutte profondamente coperte da sciarpone e coi capelli raccolti. Non ispirano il calore ambiguo e irrefrenabili delle donne mediterranee, ne la mistica contemplazione delle giunoniche bionde nordiche. Ma il rischio è di innamorarsi ogni due metri. Della loro semplicità, della loro eleganza, dei loro splendidi capelli fulvi.

Però le puttane mi hanno un po' deluso. Non era in progetto andare nel quartiere a luci rosse, non per lui ci siamo sobbarcati il viaggio. Però, quando alloggi in un ostello cattolico, con le camerate separate, che chiude alla una (ma tanto siamo sempre tanto stravolti da rientrare COSTANTEMENTE alle 21) e non permette l'introduzione di droghe MA E' SITO ESATTAMENTE A MEZZA VIA TRA LA ZONA DEI COFFEE SHOP (a sinistra) E IL QUARTIERE A LUCI ROSSE (a destra), la tentazione di passare a vedere qualcuna di quelle vetrine che avevano ispirato Sting è forte. Solo che, visto che ci si passava o di mattina alle 11 o di sera a orari da aperitivo, ne avrò viste quattro o cinque. Una era da rapire, vero. Ma le altre potevano pure tirare la tenda e nascondersi, vista la bellezza della donna media olandese. E quindi ti trovi a vagare per questo settore peccaminoso della città, sfumazzando allegramente e venendo ignorato dai rompicazzi venditori di coca et affini (in considerazione del fatto che NESSUNO lassù mi ha mai scambiato per italiano, nemmeno gli italiani stessi); ma preferisci il parco cittadino chiamato VondelPark - mio dio, hanno pure fatto il sito per il parco!!! -, che è più o meno LONTANISSIMO da dove sei ora. Però è meglio.

Tornerò. Si dice sempre così. In ogni occasione. Ad ogni fine viaggio. Però questa volta vorresti farlo davvero e qualcosa ti dice che nei prossimi mesi lavorerai in vista di un altro viaggio in Olanda perché (droghe a parte) merita davvero di essere vista, visitata, vissuta.


delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 11:11 | commenti
 

Così Diceva...

Una volta una strega ha graffiato il mio cuore.             
Da allora, quando esso batte fortemente per qualcuno, sento le cicatrici dolermi violentemente.         
Da allora, ho paura di innamorarmi. 


delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 09:58 | commenti


lunedì, 14 febbraio 2005
 

 This Is How We Do It

Ce l'abbiamo fatta, dopo due anni e mezzo di contrattazioni, deliri, scazzi, false partenze, gente che si intromette nelle nostre, esami sostenuti brillantemente, parole date e rimangiate, giorni di ferie malmessi, tasche sempre troppo vuote. Dopo due anni e mezzo di promesse a noi stessi. Dopo due anni e mezzo di cambiamenti nemmeno troppo radicali e di mutazioni psicosomatiche. Dopo due anni e mezzo di tutto.

Venerdì sera mi muovo alla volta di Milano, dopo il compare mi attende. Sabato mattina decolliamo verso la nostra meta. Un bacio a tutti, con la promessa di raccontare tutto al mio ritorno o di mandarvi un invito in carta bollata se decido di fermarmi in terra straniera.      
Mi mancherete, ma cercherò di sopravvivere.


delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 15:22 | commenti (1)


sabato, 12 febbraio 2005
 

Gioventù Bruciaticcia vol. 5            
"Boys Are Back In Town
"

Da mesi passavo le mie serate a farmi i beati cazzi miei lavoricchiando come aiuto-qualunquecosa in vineria. Da mesi avevo dimenticato come si sviluppasse la vita sociale dei ventenni italici nei week end. Da mesi, poi, non vedevo la vecchia cricca di amichetti alcoolici. Poi, a inizio settimana, una chiamata che rompe il silenzio: la convocazione per un festone di laurea questo venerdì. Bella cosa, vista la mia situazione socio-emotiva presente e passata; ne avevo giusto bisogno.

Certo, è stato un revival dei tempazzi andati. Certo, non siamo più i ghepardi di una volta. Certo, il gruppo si è numericamente ridotto e ha acquisito nuovi elementi più ggiovani. Certo, il posto è sempre lo stesso ma la colonna sonora si è adeguata ai tempi che corrono (e se i tempi che corrono sono quelli dell'hip hop, io ODIO i tempi che corrono).            
Ma la gioia di andare ballare tutti assieme è sempre grande. La felicità di rivedere le care vecchie facce, di passare ancora alle 5 del mattino al fornetto a prendere le pizze in fame chimica, di girare per la città deserta in stati psicofisici penosi, di fare i cazzoni fino all'alba tra una royal rumble e una presa in giro, questa piccola e stupida felicità ti rinfresca l'animo quasi come una caramellina alla menta per l'alito.              
E il traumatico risveglio del giorno dopo è sempre una esperienza mistica e forgiante, ogni volta con acciacchi nuovi e con magagne inedite, ogni volta condita da grasse risate e resoconti sfasati di cose, fatti e persone.

Se poi ci si aggiunge che nel primo pomeriggio di oggi ho avuto una visione angelica per qualche ora, il desiderio di diventare IMPERATORE GALATTICO è sempre più forte: lasciate che gli uccelli continuino a cantare, lasciate che la musica continui a suonare, lasciatemi qui. Sempre così.


delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 18:02 | commenti (2)


giovedì, 10 febbraio 2005
 

Gioventù Bruciaticcia vol. 4                    
"La mia vita: una gag"
 

le mie scuse a Leo Ortolani, per questa citazione.

Ecco, tra quello che è successo between venerdì sera e martedì mattina, potrei riassumere la mia vita con questa vignetta.


delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 17:26 | commenti
 

Nomen Amen

Posso capire l'importanza di una simile invenzione, condividerne le modalità d'uso ed essere felice per la salute di figliole illibate e genitori sereni: se basta veramente mettere un coperchio sui bicchieri dei cocktail (purché il suddetto coperto sia glamour e intonato al colore del bibitone) per evitare che le giovini inglesine altolocate si facciano spupazzare dal primo male intenzionato, ben vengano i coperchi!   
Quello che non capisco è il motivo per cui, qualche "giornalista" di un magazine web, abbia deciso di titolare l'abstract dell'articolo "Tappo antistupro". Sarò malizioso e perverso, ma se mi parli di un TAPPO che evita a una ragazza lo STUPRO, io penso (ridendo come un pazzo) a un tappo da mettere ...


delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 14:46 | commenti


lunedì, 07 febbraio 2005
 

Gioventù Bruciaticcia vol. 3   
"Ricordi in Alta Fedeltà"

L'equazione mi sviluppa che se ho un evento semi traumatico X, questo - per una qualche strana sorta di meccanismo automatico - mi richiama alla memoria una istantanea mentale Y correlata all'evento X da un fattore K che tuttora mi sfugge.           
In pratica, X=YK.

Non me ne vogliano i matematici, anche perché io sono sempre stato poco ferrato con numeri e formulette magiche. Ma è così. Non riesco a farci nulla o a evitare che mi appaiono nella mente, stampati come precise Polaroid a colori, immagini di eventi, di cose, di persone a cui sono minimamente legato nel tempo e nello spazio ma che, evidentemente, mi trascino appresso nel mio intimo.

La musica poi, come in tutto il resto della mia vita, fa da simpatico contorno a tutto.        
Un po' come le suonerie dei cellulari di terza generazione: toh, guarda...mi si sta provocando un trauma! Infatti sullo schermino del cellulare del mio cuore appare una immagine e suona una musichetta! Ooooooh, che figata! Oooooh, che bella la teNNologia morale!

Venerdì tedioso ma ricco di speranze? Chissà come mai, sullo schermino del cellulare del mio cuore saltano fuori le facce di Fabio e Kociss mentre rotolano lungo via Arduino, in un tiepido mattino di maggio dopo la sfilata per il torneo. La suoneria aggiornatissima mi propina Cure - Pictures Of You, e non so nemmeno io perché.

Rivedi un vecchio amico e non ti riconosce? Schermino che si accende, immagine degli Afterhours in concerto al Nuvolari di Cuneo anni fa, visti proprio con quel vecchio amico. La musichetta che mi propina il mio cellulare è Bluvertigo - Ebbrezza Totale.

Sabato sera traumatico? Sullo schermino mi appaiono le facce di due ragazzi (cugini di un mio compagno di classe delle medie) mentre, in un sabato sera qualunque di una estate di tanti anni fa, andavano sulle autoscontro con il casco integrale del motorino in testa. La cosa mi aveva fatto molto ridere, all'epoca, ma credevo di aver rimosso quell'immagine. Invece mi compare, mentre la mia suoneria nuova fiammante di Gomo - Feeling Alive, suonicchia allegra.

Domenica mattina iperattiva? Sullo schermino compare la Ka grigia di Fra parcheggiata fuori del cimitero di Castellamonte, con noi due dentro a gremare di nascosto in mezzo al silenzio e alla neve. La suoneria inneggiante è Weezer - El Scorcho.

Domenica sera devastante? Sullo schermino si alternano (ehi, è proprio di ultima generazione questo cellularino del mio cuore!) il divano di casa di Christian durante una festa delle medie - visione di Basic Instinct - e il divano del Soviet - durante uno dei tanti discorsi allucinati tra il Mangia e il resto del mondo -. La musichetta incessante è Strokes - Someday, nel punto dove Casablancas canta " when we was young oh man did we have fun, always, always".

Risveglio del lunedì difficile e impastoso? Ecco apparire sullo schermino un sacchetto di biscotti al carrube comprati anni addietro a Tavagnasco insieme a Cristina e divoratimi dalla sua sorella più piccola. Tra le cialde si insinua la musica di Dears - Lost In The Plot.

Stai scrivendo un post sul tuo blog? Sullo schermo lampeggia una vecchia foto di un amico ormai scomparso, in divisa mentre saluta. La suoneria, impietosa, è dEUS - Hotellounge.

Ora scusate, ma devo andare a ricaricare un poco le batterie del cellulare del mio cuore...


delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 15:42 | commenti


domenica, 06 febbraio 2005
 

 Memorandum

Domani cercherò di scrivere un post nostalgico-romantico, il titolo dovrebbe essere "Ricordi in Alta Fedeltà" o qualcosa di simile. Avrei dovuto scriverlo stasera, ma minchia...guarda che cazzo di ora si è fatta!!! Lavorare il sabato sera è una figata, ma ti sega un poco le gambe dal punto di vista sociale. E poi ti brucia i neuroni, ti riempie gli occhi, ti pervade i polmoni. Sorridi, scrivi, versi, scaldi...ed è già un altro giorno. Torni a casa troppo presto per chiudere i discorsi iniziati e troppo tardi per aprire nuove parentesi.
E allora basta. Ascolto a ruota Someday (un giorno, chissà...) e Reptilia degli Strokes, ché sono di quel giusto grado di scazzo dolceamaro. Quel tono dimesso ma terribilmente acidulo che, davvero, in certe occasioni ci sta perfettamente.     
Chi se ne importa se ho quattro ore di sonno e dodici di lavoro che mi attendono, chi se ne importa se non ho niente di interessante da fare o da raccontare, chi se ne importa...

Ho voglia di vomitare. Forse oggi ho bestemmiato troppo.


delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 04:12 | commenti (1)



Memorabilia
sequenziale:


***Testimone oculare della
mia stessa vita***

...considerazioni confuse, pensieri sparsi, opinioni acatisiache, supposte di saggezza...


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