| La Fonte Del Nulla² ...odio gli elenchi appesi al muro, le scadenze così ordinate non mi fanno più pensare ad altro. |
||||
|
martedì, 28 giugno 2005 sabato, 25 giugno 2005 L'Amore al tempo del Grande Caldo
Ieri sera, mentre il termometro toccava i trentasei gradi in tutta Italia, un gruppo di giovanipoetifilosofi decideva, in combutta con i titolari della vineria, di organizzare una serata-spettacolo dal titolo "A cena con Platone e Monsù Barbot, Tra cibo e Eros. Lettura di brani dal Simposio". Ammetto che non ho mai avuto occasione di leggere alcun che di Platone nel corso degli anni e, candidamente, posso dire di essere sopravvissuto degnamente. Ammetto altresì che la serata di ieri poteva essere anche annoverata tra i "grandi bluff intellettuali del nuovo Millenio": il menù non era così "particolare" e la lettura dei brani non era così "elevante". Ma, per una mera questione di onestà intellettuale, devo pure ammettere che per una volta mi sono sentito davvero bene a lavorare là dentro, in mezzo ai giovani e a persone sufficientemente aperte di mentalità da subire il caldo e l'umidità per un evento del genere. Quaranta e più persone stipate al piano superiore del locale ad ascoltare i remix letterari di un manipolo di giovanipoetifilosofi particolarmente convinti di quello che stavano facendo. Mi è poi capito, ironia della sorte, di stazionare in loco per il servizio del vino proprio tra un "galletto vanitoso sedotto in marsala" e un dolce al "cioccolato al peperoncino in abbraccio di fragole", proprio mentre uno dei recitanti cercava di rendere edotti gli astanti sul vero significato dell'amore. Pensa che scherzi che riesce a giocare il destino... Quindi, partendo dalla definizione del terzo sesso, utile solo a se stesso, arrogante e per questo diviso in due metà dall'ira degli dei, arrivava il giovine letterato a esporre un assioma molto vicino al mio modo di intendere il rapporto di coppia. Dannata verità secondo cui "ciascuno di noi è come la metà di un unico contrassegno, dal momento che fu tagliato in due e va continuamente in cerca della sua controparte. E quando uno incontra quella che fu la sua metà sente allora nascere in sé quel sentimento di amicizia, di complicità, di intimità, di amore, per cui non sa più vivere separato dall'altro, nemmeno un istante". Non pago di questa solenne conferma al mio vagare su questa terra, altra mazzata dietro le orecchie mi giungeva dal passo di lettura appena successivo: "ma io credo che nessuno possa credere che sia soltanto per l'attrazione fisica (che tende a scemare col tempo) o l'abitudine (che, dopo poco, stanca) a renderli così uniti; è chiaro che l'anima loro cerca qualcosa, che non sa definire, ma che vagamente intuisce. La ragione di tutto questo è la nostra antica natura; e lo struggimento per quella perduta unità ed il desiderio di riottenerla, beh, quello si chiama AMORE". E, mentre il giovanepoetafilosofo traeva le sue somme e raccoglieva i suoi meritati applausi, celata dietro un velo di insistente sudore scendeva una lacrima sul mio viso. Ma non certamente perché il Pinotage era finito... venerdì, 24 giugno 2005 La Sindrome di Gilby Clarke
Nel lontano 1992, il suddetto Clarke era uno sconosciuto chitarrista con poca esperienza sulle spalle. Ma il suo destino era già segnato: un certo Izzy Stradlin stava "uscendo dal gruppo" tra le lacrime e le incazzature dei suoi compari e mister Clarke era il suo sostituto designato. Ma cosa poteva davvero significare sostituire questo Izzy? Eh, era un bel casino. Izzy era fuggito a gambe levate dai Guns N' Roses, band che all'epoca era all'apice del successo dopo aver pubblicato coraggiosamente due album gemelli contemporaneamente e che viaggiava per il mondo in una continua tournée segnata da litigi costanti, abusi di alcool e droghe, concerti sold out e concerti annullati, mezza dozzina di videoclip in circolazione e l'attenzione dei media addosso. Izzy era un po' l'anima della band, quello in grado di comporre una canzone con due riff buttati lì a cazzo, ma se ne stava in disparte oscurato dalle presenze del vocalist Axl Rose e del chitarrista solista Slash. Izzy era quello che poteva mandare tutti a fare in culo e sbattere la porta e venire comunque rimpianto dai suoi ex compagni (tanto da dedicargli una citazione in un loro video). E Gilby? Lui arrivava a metà del tour per sostituire l'unico sano di mente in un baraccone che era più un manicomio che una band rock, doveva imparare a suonare quaranta canzoni (no dico QUARANTA CANZONI) in meno di due settimane e doveva farlo anche bene visto la scarsa tecnica dell'altro chitarrista, doveva rivitalizzare un po' la band e aiutare tutti a uscire dalla crisi in cui stavano per sprofondare. Non poco, per un trentenne senza esperienza buttato di colpo sotto la luce dei riflettori, che però vuole "crederci" fino in fondo. Ma (perché in queste storie c'è sempre un ma)... Quello che doveva essere un tour faraonico si rivelò come un pessimo commiato dai propri fans, per una band di individualità contrastanti e ingestibili. Quello che doveva essere il loro nuovo lavoro, segnato nel profondo dall'apporto del nuovo arrivo, si rivelò essere un'inutile accozzaglia di cover malfatte da uno o più membri di una ex band (con tanto di nota di copertina "fatevi un favore e andatevi a cercare gli originali"). Quello che doveva essere un potentissimo trampolino di lancio si rivelò essere in realtà un tragico tuffo nel vuoto del dimenticatoio. Quella che doveva essere la vita da rock star in tour si rivelò essere la peggior terapia di gruppo possibile, tra donnette isteriche, collassi, overdose, alberghi demoliti e date annullate dieci minuti prima dell'inizio del concerto stesso. Tutto questo mentre Izzy sfornava il suo "disco della vita" e riscuoteva più successo dei suoi vecchi colleghi e Gilby si domandava, sbattendo la testa contro un muro, "ma chi stracazzo me l'ha fatto fare?!? chi??? CHI??? PERCHE'???". E oggi, chi ancora si ricorda del signor Gilby Clarke?!? In fondo, è un po' così che va a finire anche la mia ultima avventura: arrivo al momento sbagliato, nel posto sbagliato e con la persona sbagliata e, siccome tutto sembra bello e giusto e perfetto e dolcissimo, faccio la cosa più genialmente sbagliata possibile. Con il risultato che ora, affossato nel caldo di questo giugno, mi domando chi stracazzo me lo abbia fatto fare. Un po' come il caro vecchio Gilby... venerdì, 03 giugno 2005 Rassegnatevi
Tornerò... ![]() ...ma nen subit!* *trad.: "but not so early!" Memorabilia sequenziale: | ***Testimone oculare della mia stessa vita*** ...considerazioni confuse, pensieri sparsi, opinioni acatisiache, supposte di saggezza... il Sommelier consiglia: 7 Year Winter AutoRun Buba Chinaski77 DaveBlog Deficients & Dragons Desktop Tales Eriadan Filobosco Frittole Gen Happy Tree Friends il blog della Vergogna il Conte Pi3r ilBoss Indiessolvenza Inkiostro Jorge el Periodista Macchianera Magenta & Woland Neko e Kuma Perturbazione RX Settoruccio SilvioBerlusconiBlog Violetta Bellocchio Zio Burp ZioKane Zorflick il Sommelier ascolta: ![]() il Sommelier propone: ![]() Contatti: pizzettone|at|gmail|dot|com sito ottimizzato per FireFox Mozilla (infatti con Explorer si vede di merda) risoluzione consigliata 1024*768 Memorabilia temporale:oggi giugno 2008 maggio 2008 gennaio 2008 dicembre 2007 novembre 2007 ottobre 2007 aprile 2007 febbraio 2007 gennaio 2007 dicembre 2006 novembre 2006 ottobre 2006 settembre 2006 agosto 2006 luglio 2006 giugno 2006 maggio 2006 aprile 2006 marzo 2006 febbraio 2006 gennaio 2006 dicembre 2005 novembre 2005 ottobre 2005 settembre 2005 luglio 2005 giugno 2005 maggio 2005 aprile 2005 marzo 2005 febbraio 2005 gennaio 2005 dicembre 2004 novembre 2004 ottobre 2004 settembre 2004 agosto 2004 luglio 2004 giugno 2004 maggio 2004 aprile 2004 marzo 2004 |
|||