| La Fonte Del Nulla² ...odio gli elenchi appesi al muro, le scadenze così ordinate non mi fanno più pensare ad altro. |
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domenica, 25 settembre 2005 Transferting
"Ha ragione la città che fa rumore e dà la voglia di andar via, è come avere dentro una marea che sale, è come un'onda contro che trasforma tutto in sera." ("Infinite possibilità") E fu così che, navigando senza meta per la Rete, incappai in questo sito dove scoprì che i miei amichetti, ormai prossimi a pubblicare il loro nuovo album, il 24 sera avrebbero presentato alcuni pezzi nuovi in un mini show all'interno del MFF. Nella affascinante e insolita cornice del fossato del Castello Sforzesco, in una inspiegabilmente tiepida serata di settembre. Va premesso che Milano è una città di merda per vari motivi e che non odierò mai a sufficienza, scopro ieri con un certo disappunto che gode anche di immensi problemi di parcheggio, ma non tanto nel trovarlo quanto nel pagarlo: non è possibile che in una città così grande NON ESISTANO parchimetri, e che un cittadino sia costretto a fare quattro isolati a piedi per acquistare il talloncino da un tabacchi anche alle dieci di sera (perché il pagamento è dovuto fino alla mezzanotte). Ma va beh... Riconoscendo la puntualità tipicamente meneghina, il concerto inizia con solo dieci minuti di ritardo sul previsto, dopo un'estenuante proiezione di un documentario sulla situazione palestinese in lingua americana in mezzo al solito fighettume meneghino in cui mi trovo quasi sempre a disagio (rammento il fatto che il peggior punkabbestia milanese equivale a un ragazzo torinese mediamente alternativo: in Milano c'è stile e fighettanza in ogni dove, a Torino c'è meno necessità di emergere ed apparire). Il progetto, anche per come veniva presentato sul sito, è piuttosto ambizioso: il gruppo aveva scoperto e si era innamorato di sette cortometraggi e aveva deciso di risonorizzarli con altrettante nuove canzoni del disco "Infinite Possibilità" in uscita il prossimo 21 ottobre. In apertura viene quindi proposto un filmato accompagnato dalla registrazione di una nuova canzone in cui, a dire il vero, si stenta a riconoscere il marchio di fabbrica LaCrus, sia per le sonorità prettamente breakbeat (solo più rallentate della norma) sia per la voce di Joe, stranamente acuta e fredda. Qualche problema di sincronia e visualizzazione ed ecco il gruppo salire sul palco. Filmati di animazione o brevi racconti di amori urbani, di vita e di morte, scorrono alle loro spalle mentre snocciolano con qualche esitazione (Joe mi confesserà di essere febbricitante ma, per sua fortuna, non rauco) i nuovi pezzi di un album in cui la svolta pop è ormai definitiva, abbandonato il basso profilo tenebroso di chansonniers il gruppo ha virato decisamente per sonorità più radiofoniche e gradevoli (Mondo sii buono, già preannunciato come singolo di apertura, o la romantica La prima notte di quiete), immediatamente percettibili e assai godibili, mentre il lavoro sui testi si conferma sempre una spanna sopra la media (anche se nel brano di apertura -Buongiorno tristezza- certi giochi letterari sono ripescati da fin troppo abusati canoni stilistici della canzonetta italiana) e non mancano brevi intervalli di intima penombra (Infinite possibilità e la delicata Su in soffitta) accompagnati dal solito sgabellino, fedele compagno del cantante nei suoi momenti più intensi.. Pietre dello scandalo, questi nuovi pezzi: alla mia definizione di "malsana allegria che pervade le canzoni" Joe storce il naso, forse non capendo il senso della mia affermazione, ma Cesare annuisce soddisfatto dichiarandosi poi felice per avere realizzato un "bel album"; mentre Luca, ritrovandoci dopo due anni e nel salutarci come sempre con piacere e affetto, preannuncia l'inizio della loro tournée a partire dal gennaio 2006. Ma a margine dei discorsi ipotetici sull'album che verrà, il pubblico dei tremila accorsi per l'insolita performance (sebbene di fronte a materiale nuovo e potenzialmente "rivoluzionario" per la storia musicale dei LaCrus) reagisce assai bene e accoglie con passione e interesse le novità proposte. A chiudere il tutto, a schermi spenti, un triduo di bis da brividi: la sempre bella Dentro Me, il singolo Ad Occhi Chiusi (il cui videoclip vanta il minor numero di passaggi televisi della storia della musica) e la maestosa cover di Ricordare. Parterre in visibilio, band soddisfatta. Non resta che attendere il 21 di ottobre e capire quanto di quello che è stato promesso ieri sera verrà mantenuto. Ma se le premesse sono queste, forse è la volta che ai loro concerti non saremo più i soliti quattro sfigati... lunedì, 19 settembre 2005 Eh beh...
Ricevo dal responsabile informatico della locale sede A.I.S. questa mail: "Il 23% degli incidenti d'auto sono provocati dal consumo di alcool. Ciò significa che l'altro 77% degli incidenti sono causati da persone che bevono acqua, succhi, bevande analcoliche e altre stronzate. FATE ATTENZIONE AGLI ASTEMI !!!". Devo aggiungere altro? Prosit! update: di tutte le cazzate che si vanno dicendo in giro su Costituzione, coppie di fatto e PaCS, mi pare che ci sia una sola persona che sa esattamente quello che dice. Fanculo tutto il resto, voterò per lui. domenica, 18 settembre 2005 Vizi privati...pubbliche virtù?
"L'allenatore ha il dovere di andare nelle discoteche a prendere per le orecchie quei puttanieri di giocatori che si stanno divertendo". (Flaviano Tonellotto, fact totum della Triestina Calcio) sabato, 10 settembre 2005 mercoledì, 07 settembre 2005 Pubblicità SuBBBliminale (?)
Il numero de La Stampa oggi in edicola riportava pubblicità della nuova Punto G su sole 29 pagine delle 54 formanti il quotidiano, con tanto di paginone centrale modello Playboy per gli amanti dell'onanismo automobilistico. Chapeau! update: il giovine Elkann, in seguito ad un accordo con la Ford, si trova oggi a dichiarare su Repubblica che la Fiat "deve tornare a essere una macchina, mi si passi il termine, figa. E' necessario che i giovani siano gasati nel guidare Fiat". ri-Chapeau! domenica, 04 settembre 2005 Perpendicolare
Il sole in autunno cade perpendicolare alle piante, creando sui pendii delle montagne delle ombre lunghe e oscure che si fondono con elegante noncuranza tra il rossore dorato del fogliame (o fogliare, come direbbe Marge). Le giornate si rimpiccioliscono, ma sembrano lo stesso essere eterne e non passare mai perché si fanno sonnacchiose e pigre, mentre il rifugiarsi all'ombra delle fronde di un albero secolare può essere un diletto e un interessante diversivo. Pensare all'estate che si trascina ancora stanca e molliccia, tra un temporale e l'altro, a quello che si è fatto e non si è fatto, alla gente che si è ritrovata e quella che forse è sparita nelle spire del tempo. Pensare all'autunno che lentamente fa capolino tra un'alba e un tramonto che vorresti andare a vedere da Superga, senza sapere con chi e senza sapere verso quale direzione il sole cala. Avere la quasi totale certezza di aver finito la tua ultima pratica con l'università, mentre davanti ti si apre un piccolo, ennesimo, baratro di nulla da farcire a tuo diletto e piacimento. Ritornare con la mente a sfogliare le fotografie che i tuoi occhi hanno scattato solo per te nel tuo vagare estivo, rivedere luoghi e risentire odori ma solo nella memoria. Ascoltare un disco sufficientemente triste e nostalgico, tale da farti balzare in avanti e indietro nella gimkana dei pensieri e delle età e ricordare quanto, in effetti, l'autunno sia una stagione da abbracciare e tenere dolcemente stretta addosso, da fissare negli occhi fino a rimanerne abbagliati, da odorare fino perdersi nel vortice della memoria olfattiva, da camminare fino a sentire le suole delle proprie scarpe consumarsi. E brindare. Brindare a un amico che torna. Brindare a una serata riuscita particolarmente bene. Brindare a un pomeriggio strascinato, alla bellezza di una parola, alla perfezione di un gesto, alla gioia di uno sguardo. Brindare con il fratello di vecchia data e con il passante distratto. Bere alla salute di qualcuno che ancora non c'è ma, prima o poi, arriverà... giovedì, 01 settembre 2005 The End of an Era
Una voce che girava insistentemente nell'estate taurinense, un sospetto malcelato... Ora una triste realtà: un punto nevralgico della vita notturna della città se ne va, per sempre. Per una porta che si chiude, c'è un portone che si apre. Un sincero in bocca al lupo da parte mia e di tutti i miei ricordi allo staff del Barrumba. Memorabilia sequenziale: | ***Testimone oculare della mia stessa vita*** ...considerazioni confuse, pensieri sparsi, opinioni acatisiache, supposte di saggezza... il Sommelier consiglia: 7 Year Winter AutoRun Buba Chinaski77 DaveBlog Deficients & Dragons Desktop Tales Eriadan Filobosco Frittole Gen Happy Tree Friends il blog della Vergogna il Conte Pi3r ilBoss Indiessolvenza Inkiostro Jorge el Periodista Macchianera Magenta & Woland Neko e Kuma Perturbazione RX Settoruccio SilvioBerlusconiBlog Violetta Bellocchio Zio Burp ZioKane Zorflick il Sommelier ascolta: ![]() il Sommelier propone: ![]() Contatti: pizzettone|at|gmail|dot|com sito ottimizzato per FireFox Mozilla (infatti con Explorer si vede di merda) risoluzione consigliata 1024*768 Memorabilia temporale:oggi giugno 2008 maggio 2008 gennaio 2008 dicembre 2007 novembre 2007 ottobre 2007 aprile 2007 febbraio 2007 gennaio 2007 dicembre 2006 novembre 2006 ottobre 2006 settembre 2006 agosto 2006 luglio 2006 giugno 2006 maggio 2006 aprile 2006 marzo 2006 febbraio 2006 gennaio 2006 dicembre 2005 novembre 2005 ottobre 2005 settembre 2005 luglio 2005 giugno 2005 maggio 2005 aprile 2005 marzo 2005 febbraio 2005 gennaio 2005 dicembre 2004 novembre 2004 ottobre 2004 settembre 2004 agosto 2004 luglio 2004 giugno 2004 maggio 2004 aprile 2004 marzo 2004 |
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