La Fonte Del Nulla²

...odio gli elenchi appesi al muro,
le scadenze così ordinate non mi fanno più pensare ad altro.


mercoledì, 28 febbraio 2007
 
Elderly WoMAN Behind The Counter In A Small Town

Come suonava la prima strofa di questa canzone? Ah, già... "I seem to recognize your face".
Mi sembra di riconoscere il tuo volto. Certo.
Un bel pensiero, romantico, di due persone che un tempo si volevano bene e, a distanza di anni, si reincontrano e si riconoscono -un po' a stento, in verità- e si sorridono.
Peccato che non sempre vada così. Specie se la piccola città è Ivrea, l'uomo anziano dietro il bancone sono io e lei è il mio grande amore dei tempi dell'università.
Sembra di parlare di secoli addietro e più o meno è così, si parla di distanze siderali, nel tempo e nel cuore. Per questo occorre fare un distinguo, perché già altre volte ho detto di quanto mi risulti facile l'esercizio stilistico dell'innamoramento: qui è diverso; radicalmente diverso. Non era un esercizio di stile, non era un'ondata passionale travolgente ma passeggera, non era solo una questione di testa. C'era sicuramente qualcosa di più, che andava al di là del mio vissuto di allora e che non ho mai più avuto occasione di sperimentare dopo. Qualcosa che, per pudore, ho anche paura a nominare.
Ma si sa, ai tempi dell'università si è giovani, imprudenti e temerari. I particolari sfuggono allo sguardo quando si viaggia su di un'auto in folle corsa. Così, anche i rapporti e tutti i loro complicati meccanismi tendono a sfuggire di mano, a incrinarsi, a sgretolarsi sotto i nostri occhi senza che quasi ci si accorga del mutamento.
Quello che resta è la polvere dei giorni vissuti assieme e poco altro.
Quello che resta è una ragazza completamente diversa che rivedi dopo otto anni, ma che riconosci immediatamente.
Quello che resta è un ragazzo completamente diverso, in un contesto inaspettato e che, per questioni che preferisco non sondare, fingi di non riconoscere.
Quello che resta è un nome -il suo-, una espressione del volto stupita -quasi a dire "come fa questo tizio a conoscermi?"- e, infine, nulla.
Non un sorriso, non una gesto di entusiasmo o disgusto, non un insulto.
NULLA.
Solo la magra consolazione di un "frequentavamo la stessa facoltà, giusto?" e le migliaia di immagini mentali che ti scorrono davanti, tutti i momenti passati assieme, i discorsi, i chilometri, le nuvole, il cielo sopra di noi, gli abbracci, i baci abbozzati e le guance rosse di timidezza. Solo il ricordo di due stagioni bellissime e di centinaia di parole proferite con il mondo intero per cercare di giustificare la mia gioia.
Il tempo ha rimodellato i nostri involucri di carne e smussato gli angoli dei nostri spiriti, il vento del tempo ha portato via la sabbia delle nostre memorie, il sole del tempo ha sbiadito le immagini dei nostri ricordi.
Io resto di fronte alla cassa senza altre parole e con un buco nel cuore.
Lei se ne torna alla sua vita con un aneddoto in più da raccontare ai suoi amici o, forse, con un'altra piccola manciata di polvere da offrire al vento della memoria, affinché disperda anche queste ceneri di un fuoco che, tanto tempo fa, faceva risplendere i suoi occhi e i miei.

"My God its been so long, never dreamed you'd return
But now here you are, and here I am
Hearts and thoughts they fade...away..."

delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 11:57 | commenti


lunedì, 19 febbraio 2007
 
Mi innamoro a ogni pié sospinto...

Di questi tempi non è difficile intuire cosa voglia dire "fatica". Di fatto, sono passato da una vita scandalosamente inattiva e segnata dalla pigrizia più totale a una vita esageratamente attiva e decisamente sfaccettata, diviso tra impegni di lavoro, studio, socialità.
Ne vado anche fiero.
Lo studio procede bene, si stringono legami con le persone che circolano nel Corep, si lavora a progetti, si fanno cose si vede gente.
Il lavoro va alla grande, sarà per la novità che rappresentiamo nella provincia cronica, sarà perché -forse- siamo bravi davvero. Con questo non voglio dire che non si sia un manipoli di scoppiati, anzi: dai trascorsi più o meno zamarri dello chef, fino ad arrivare agli attuali livelli di etilismo dominanti, siamo tutto fuorché uno staff "ordinario"; amiamo il rock in tutte le sue forme e abbiamo una passione viscerale per quella che è diventata un po' la nostra mascotte, Chuck Norris. Tanto che ci sfidiamo a inventare ogni giorno scuse poco plausibili per mascherare i nostri errori, celandoci dietro un roundhouse kick.
L'ultima l'ho tirata fuori io: "lo scorso anno Chuck Norris ha vinto la battaglia delle arance del carnevale di Ivrea semplicemente gettando un'arancia marcia in un cestino a Austin, Texas".
La vita sociale mi sta regalando invece insperate emozioni: a parte il fatto che rapportarsi con i rappresentanti e i produttori di vino è una pheegata, sono diventato una sorta di fratellone per tutti i giovini che frequentano il ristorante; perché Ivrea è un paese piccolo dove si conoscono tutti, io sono forestiero e sono "amico della gente". Volemose bene.
A margine di tutto ciò, Stefano mi ha predetto che per questa primavera troverò l'aMMore. E lui ne sa un sacco e una sporta...

delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 13:58 | commenti (1)


lunedì, 05 febbraio 2007
 
Panda Palindroma

In fin dei conti devo accettare la realtà dei fatti: mi piace fare quello che faccio.
Anche se mi riduce a merda nel 90% dei casi. Ma andare dal medico e compilare il questionario scrivendo "Sommelier" alla voce "professione", regala attimi intensissimi.
Poi c'è tutto il contorno, la gente che ti osserva, i pensieri fugaci, le serate improvvise a vaneggiare, cocktail a go-go e messaggi inviati un po' così...tanto per dire a tutti e nessuno che sei di nuovo felice.
In modo precario e indefinibile, ma felice. Anche per le piccole cose, anche solo nel vedere che il chilometraggio del pandino è fermo a 84148.
Quando basta così poco, che...

"The sky is often used as a metaphor,
I suppose its because its so big and expansive,
When a long stranded cloud sits just above the horizon,
Leaving a strip of clear blue beneath it,
It becomes the panorama,
And you turn your head 360 degrees,
And the same line follows you round,
If the land is sufficiently flat,
Really nothing can be compared to it".

delirio fermentato nella testa di: pizzettone | 21:34 | commenti (3)



Memorabilia
sequenziale:


***Testimone oculare della
mia stessa vita***

...considerazioni confuse, pensieri sparsi, opinioni acatisiache, supposte di saggezza...


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